MXGP: L’artiglio del falco

Sabbia, fango, ghiaccio: il Mondiale Motocross a Valkwenwaard (Olanda) è stato un affare da cuori coraggiosi

«La piova / etterna, maladetta, fredda e greve». Se la MXGP, in questa domenica bulimica di motorsport, non fosse stata così emozionante, forse potremmo parlare a ben vedere di Inferno Dantesco. Il canto sesto. Dove il fango si mescola al ghiaccio mentre le anime cadono incessantemente, flagellate dagli elementi.

VALKENSWAARD – Lo spettacolo della prima manche, con quei canaloni scuri e quella sorta di fossato allagato che accompagna il rettilineo del traguardo, riporta immagini che sanno di un altro tempo. Valkenswaard in olandese si può tradurre, abbastanza liberamente – ma neppure troppo –, come “l’artiglio del falco”. La località ai confini del Belgio, nella provincia del Brabante, è stata in questi giorni il teatro naturale di una sfida ai limiti della praticabilità. Dimentichiamoci l’asfalto pulito di Losail, qui c’è tanta sofferenza, fisica e mentale, ma lo spettacolo non è meno emozionante di quanto visto in Qatar con la MotoGP. Vedi i piloti sui salti e ti chiedi «ma come faranno?», con quelle traiettorie estreme che li portano sempre ai bordi del tracciato: l’artiglio del falco minaccia i campioni del cross, incombe su di loro. Ma non li piega. Il terzo settore del GP d’Europa è un toboga tutto curve dove le moto sembrano sparire, inghiottite dalla sabbia.

DUELLO FRA STELLE – Su questo teatro Jeffrey Herlings vince la prima manche: Antonio Cairoli, tradito da un solco in piena curva, è un luminoso sconfitto. Si rialza e spinge, fino a terminare secondo. Terzo il belga Jeremy van Horebeek, l’eroe delle qualifiche sotto alla neve, coi fiocchi che scendevano irreali sul crossodromo. Davvero, tutto questo assomiglia alla poesia. Solo che gli uomini in pista non hanno tempo per pensarci. A gas spalancato, sulle whoops, noti l’eleganza di Cairoli e la potenza, ferina, di Herlings. La MXGP è roba da uomini. Gara 2 è vissuta sullo scontro tra il campione italiano e il team mate: quasi quattro secondi il distacco all’arrivo in favore del #84. In questa MXGP è assolutamente niente, ma contro l’arrembante compagno di team, Cairoli ha scoperto a proprie spese che ogni errore si paga caro.

PASSIONE – Il round olandese, seconda tappa del massimo campionato delle ruote artigliate, ha visto nelle cadute di Tim Gajser e di van Horebeek lo spettacolo dei dannati del sesto canto. Quelli che devono ruzzolare nella malta per riprendere la fatica. Gli spettatori del GP d’Europa avranno molti motivi per essere contenti; hanno assistito ad una gara che ha premiato la guida tecnica ma aggressiva, i salti ben delineati e le traiettorie più azzeccate, ma soprattutto hanno goduto di uno spettacolo che ha saputo premiare coraggio ed esperienza.

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