MotoGP: Zarco e Petrucci, la rivincita dei separati in casa

I numeri tre di Yamaha e Ducati, ancora senza contratto 2019, in qualifica seminano gli ufficiali. Mentre Marc Marquez non lo frega mai nessuno…

Okay, è solo l’antipasto e il giro secco spesso confonde solo le idee. Quello che conta è la gara, il ritmo, la tenuta delle gomme nei giri finali. Lo sappiamo benissimo. Ma, anche usando tutte le cautele possibili, il Qatar ci ha offerto una qualifica del sabato assai evocativa. Johann Zarco e Danilo Petrucci, separati in casa Yamaha e Ducati, sono davanti ai caposquadra. La MotoGP va al contrario, gli appassionati si interrogano, come chi tesse le fila dello show (qui cronaca e tempi della qualifica)

CASINO JOHANN – Firmando a tempo di record la terza pole in carriera in top class (22 in totale) Johann Zarco ha dato una sonora strigliata agli ufficiali Yamaha, Valentino Rossi (ottavo, 3° fila) e Maverick Vinales (12°, quarta). Se il ragazzo francese fosse finito dove dovrebbero stare i piloti satellite, cioè da quindicesimo posto in giù, i commentatori si sarebbero scagliati sulla Yamaha, tirandola in ballo con chissà quali argomentazioni tecniche. Invece Monsieur Zarco ha salvato l’onore, guidando la sua  M1 Frankenstein: telaio d’annata (2016) e motore evo, con 5-600 giri in più rispetto alla versione inizialmente destinata al team satellite Tech 3. Che proprio per mancanza di attenzioni tecniche, dopo vent’anni di matrimonio Yamaha, nel 2019 salirà sul carro KTM. Un anno fa, in Qatar, Zarco partì a razzo, fece sei giri in testa e poi si stese. Nessuno, allora, avrebbe immaginato che l’ex (due volte…) iridato Moto2 in così poco tempo potesse diventare il salvatore della patria Yamaha. Che nel frattempo ha pensato bene di confermare Vinales e Rossi, servendo la mina vagante del Mondiale sul vassoio (dorato)  di tutta la concorrenza.

DANILO TOSTO – Anche Petrucci ha davanti la strana prospettiva di cominciare il Mondiale 2018 da ex pilota Ducati. Al suo posto, in Pramac, nel 2019 arriverà Francesco Bagnaia, un ragazzino (promettentissimo) adesso in Moto2. Danilone non resterà a piedi, Aprilia gli fa la corte da tempo. Ma la RS-GP ancora non è certo al livello della Desmosedici GP-18, la Rossa da Mondiale. Il futuro è tutto da scrivere, intanto Petrucci ha acciuffato la prima fila beffando Andrea Dovizioso (quinto, seconda linea) e Jorge Lorenzo (nono tempo, terza fila). La passare la notte della vigilia da miglior ducatista in pista deve mettere addosso una carica pazzesca. Dovi e Lorenzo hanno un avversario in più, forse il più rognoso: perdere dal terzo pilota, per giunta (quasi) scaricato, sarebbe per entrambi (e per la Ducati…) inaccettabile.

MARQUEZ NON LO FREGHI – Zarco e Petrucci hanno sconvolto i piani delle rispettive Marche, Marc Marquez invece non lo frega mai nessuno. E’ lui – come sempre – il miglior pilota Honda. “Il Qatar non è la pista più adatta” aveva messo le mani avanti alla vigilia. Forse neanche per lui è il terreno più congeniale: in carriera ha vinto a Losail solo due volte, con la MotoGP in un’unica circostanza, nel 2013. Un anno fa fece quarto, soverchiato da Yamaha e Ducati. Il campione del Mondo, questa volta, ha poco da perdere: se sbancasse sul tracciato più favorevole alle due avversarie, la strada verso il settimo Mondiale sembrerebbe già in discesa. Anche se siamo ancora all’alba di una stagione che promette tante sorprese…

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