MotoGP: Yamaha ha portato il “Big Mama” a Losail!

Un’analisi in seguito al GP del Qatar ha mostrato come i quattro piloti Yamaha abbiano corso con differenze sensibili sulle rispettive M1. Ecco nel dettaglio di cosa si tratta.

Dopo aver analizzato Honda e la sua opzione “full carbon”, diamo un’occhiata a Yamaha, dove possiamo vedere tre diverse configurazioni.

Il caso più semplice è quello di Hafizh Syahrin all’interno del team di Tech3. Il pilota malese ha una moto del 2016 nella sua configurazione standard (riconoscibile per la sua sella leggermente troncata) e un motore 2016 standard. L’unico piccolo “miglioramento” è la carenatura “becco d’anatra” 2017, che non è mai stata molto efficace nel fornire supporto, ed anzi provoca la perdita di una buona manciata di chilometri all’ora in linea retta. Pensateci, quando vedrete i primi risultati ottenuti da “Pescao”…

Johann Zarco ha una moto per metà del 2016, ma a questo si aggiunge qualche miglioramento del 2017, come l’assemblaggio del gruppo sella-serbatoio, un motore che ha superato i 500 giri/min in più e la stessa aerodinamica della squadra ufficiale. Quindi questo è un vero passo avanti rispetto all’anno scorso, anche se i motori della squadra ufficiale sono ancora un po’ più potenti.

Nel team Movistar Yamaha c’è un nuovo motore, diverso dal 2016 (e non solo per la sua velocità massima). Ufficialmente utilizzano una base del telaio 2016, ma vediamo anche la presenza del gruppo sella-serbatoio 2017, come per Johann Zarco. Anche l’aerodinamica è la stessa e le moto ufficiali sono esternamente molto vicine a quelle del pilota Tech3, a parte la forcella in carbonio.

Tuttavia, durante il Gran Premio del Qatar, è stato anche notato che Valentino Rossi ha preferito utilizzare l’enorme forcellone che noi soprannominiamo affettuosamente “Big Mama” e che Johann Zarco non ha. Il pilota italiano fu poi imitato da Maverick Vinales e i due piloti del team ufficiale lo usarono in gara, mentre l’anno scorso, sempre sulla stessa pista, solo Vinales lo aveva scelto per il Gran Premio.

Questo braccio rinforzato, acclamato da Jorge Lorenzo e studiato con precauzione da Valentino Rossi nel 2016, non offre un vantaggio in modo sistematico, ma può essere interessante a seconda della configurazione di layout dei pneumatici disponibile. A quel tempo, il Dottore commentava così: “Il braccio oscillante Yamaha funziona più o meno allo stesso modo. Cerca di migliorare la stabilità in accelerazione e dà anche più grip, ma in passato, quando abbiamo modificato il forcellone, ho sentito più differenza”.

L’ultima volta che questo grande forcellone è stato avvistato era in Austria nell’agosto 2017.

Dal lato destro, il braccio V2 2016 (Big Mama) è molto più grande con il foro nascosto dalla piastra di carbonio spostata verso il basso. Non ha più la forma smussata nel suo punto basso/avanti.

Sul lato sinistro, si può notare che il braccio oscillante “Big Mama” è tanto più grande da includere l’asse di ritorno della sospensione e che, per smontare questo, si doveva creare un’apertura nel braccio…

Infine, sulla foto di copertina, si vedrà ovviamente che Maverick Vinales ha preferito correre in gara senza pinne e con una forcella in alluminio, in modo che alla fine i 4 piloti Yamaha fossero tutti in una configurazione diversa…

L’articolo originale su paddock-gp.com

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