MotoGP: Valentino Rossi, due anni ancora

Svaniti i dubbi, Vale annuncia che andrà avanti fino al 2020, compreso. In pista fino a 41 anni!

Non sappiamo se Valentino Rossi abbia letto il Grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald. Forse sì, ma è poco importante. Perché il #46 ricorda tanto il protagonista di quel romanzo. Un grande, nonostante tutto.

DIO CRONO – Lo dico francamente: questo “nuovo” Rossi, mi piace più di quello vecchio. Perché quando vinceva tutto, è facile. Invece il nove volte campione del mondo che cerca il rinnovo col Team Factory Yamaha per altri due anni – gli ultimi, presumibilmente – ha qualcosa di mitologico. Non la corte dei miracoli, non le bizze planetarie, piuttosto appare come il dio Crono, lo stesso che secondo i greci inventò il tempo (e il cronometro, aggiungiamo noi), che divorava i suoi figli per paura che lo usurpassero sull’Olimpo. Poi arrivò Zeus, uno dei figli, e sconfisse il padre. In sostanza: meglio essere un fuoriclasse tra ventiquattro, che fare il kingmaker tra centinaia.

GIGANTE VALE – In questa battaglia di Rossi c’è un uomo che fa un ragionamento intimo, riservato. Che dice in sostanza: “voglio essere ancora qui, in un team vincente, perché è l’unica vita che mi piace, che mi fa sentire adrenalina”. La vita dell’ex pilota, come quella del manager, darà forse soddisfazione, ma condanna a una (relativa) irrilevanza. Sconfiggere il cronometro in pista è come battere, contro ogni previsione, il tempo dell’irrilevanza. Le dichiarazioni ufficiali sono significative, dopo settimane in cui il gossip sembrava aver preso il sopravvento sulle notizie: «Sono rimasto sorpreso dalla decisione di Hervé Poncharal di lasciare la Yamaha a fine anno. Ma la situazione è molto chiara: noi, come VR46, ci abbiamo pensato (a prendere il posto di Poncharal, n.d.r.), sarebbe stato anche bello, ma posso assicurare che per i prossimi due anni non faremo una squadra in MotoGP. Anche perché, probabilmente, correrò io fino al 2020: quindi, eventualmente, se ne parlerà più tardi».

GRANDE GATSBY – Ancora no, è troppo presto. Lo avevano detto anche i suoi uomini, ma solo le parole del capo contano qualcosa. Pesano. I posti liberi per un eventuale team sat Yamaha ? Li prenda pure in saldo qualcun’altro. Anche se all’orizzonte non è chiaro chi. Rossi sta bene dove sta. I ritorni, le operazioni nostalgia, non fanno per lui. Se proprio vogliamo essere cattivi, Valentino in pista a 39 anni è un conto, al muretto dei box come team owner è un altro. Dorna lo sa bene. Non possono falsificare la carta d’identità, né fermare Crono, ma di sicuro la dichiarazione di intenti del nove volte campione del mondo ha un peso specifico significativo. A noi questo “nuovo” Rossi piace: in Qatar non ha ancora fatto faville in pista, ma con le parole. È solo il primo giorno. Perché lo diceva Fitzgerald-Gatsby: «la vita si osserva meglio da una finestra sola».

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