MotoGP: Valentino Rossi “Ci sta tutto, avanti ancora un anno, forse due”

La Gazzetta dello Sport sul futuro del nove volte campione del Mondo. Tutte le ipotesi e il dopo: 24h Le Mans e la Dakar?

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La Gazzetta dello Sport in edicola prende in esame le molteplici ipotesi sul futuro di Valentino Rossi. Allargando l’orizzonte al dopo MotoGP: team manager e/o pilota a quattro ruote, in contesti prestigiosi. Ecco l’articolo di Paolo Ianieri,

Natale, tempo di vacanze. Ma anche di riflessioni, bilanci di quel che è stato e nuovi progetti. Vale per tutti, ancor più per Valentino Rossi, che tra due mesi festeggerà il compleanno numero 39 e, di conseguenza, molto più di altri sarà chiamato a interrogarsi su quello che sarà il futuro prossimo: continuare a correre in MotoGP per uno/due anni, prolungando il contratto con la Yamaha che scadrà alla fine del 2018 o, invece, ritirarsi dopo avere disputato la bellezza di 23 stagioni iridate? «Deciderò il mio futuro soltanto dopo la disputa delle prime 3-4 gare per cui, ragazzi, non cominciate a rompermi i cosiddetti ogni volta che ci vediamo, altrimenti…» ha cominciato a mettere la mani avanti Valentino già nel corso dell’ultimo GP a Valencia, di fronte all’ennesima domanda su quello che potrebbe essere il suo futuro.

CAUTELARSI – Di certo, però, questo periodo di pausa prima dell’inizio della nuova stagione agonistica — i primi test sono in programma a fine gennaio a Sepang, la gara che aprirà il Mondiale è invece in calendario per il 18 marzo — serviranno infatti a Valentino per provare a capire in che direzione andare. Ma lo stesso vale anche per la Yamaha, che in vista di una stagione che vedrà alla sua conclusione la scadenza di praticamente tutti i piloti — esclusi quelli dei team di Lucio Cecchinello e Marc VdS —, dovrà in ogni caso cautelarsi nel caso il suo pilota più carismatico dovesse annunciare il ritiro dalle gare. «La sua motivazione dipenderà anche dalle prestazioni della moto — ha spiegato Lin Jarvis, responsabile del team di Iwata proprio in un’intervista alla Gazzetta a metà novembre —. In inverno spero di riuscire a parlare con lui lontano dalle corse, per capirne le intenzioni, ma credo che non prenderà una decisione prima di 3-4 gare. Se Valentino continuerà, è perché è convinto di poter essere competitivo. Sulla durata del rinnovo, poi, se di uno o due anni, si può trovare un accordo. Un contratto è la base di una discussione e può sempre essere cambiato». Tesi confermata ieri nel corso di un intervento su Radio Deejay dallo stesso Valentino: «Ci sta tutto. Potrei continuare un altro anno, ma potrebbero essere anche due, vediamo come andranno le cose».

ZARCO –  Dovesse Rossi decidere di fermarsi, la scelta più logica per sostituirlo la Yamaha se la troverebbe già in casa, ovvero quel Johann Zarco che quest’anno ha stupito in sella alla M1 del 2016 con i colori del team Tech3, prendendosi il titolo di debuttante dell’anno, con il 6° posto finale e la ciliegina di tre podi. Ma, nel caso, dovrà fare in fretta: il francese che un anno fa nessuno voleva — la Suzuki decise di sciogliere il precontratto che aveva con il due volte iridato Moto2 e Hervé Poncharal, proprietario della Tech3 fu quasi costretto dalla Dorna a dargli una moto — adesso fa gola a molti, soprattutto alla Ktm, che dopo un primo anno di assestamento e un secondo nel quale dovrà confermare gli ottimi progressi della seconda parte di stagione, nel 2019 proverà a puntare con costanza alle zone nobili della classifica.

TRANQUILLITA’ –  In ogni caso, a oggi è qualcosa di davvero difficile immaginarsi un Valentino che decide di fermarsi alla fine della prossima stagione. La discriminante sarà ovviamente la moto che la Yamaha metterà in pista, ma se gli errori tecnici che hanno impedito a Rossi e a Maverick Vinales di lottare per il titolo saranno risolti — come è facilmente immaginabile conoscendo la capacità di reazione dei giapponesi —, allora quasi sicuramente il nove volte iridato continuerà la propria avventura in MotoGP. In seno alla stessa Yamaha, che il giorno 24 a Madrid presenterà la nuova stagione, regna in tal senso parecchia tranquillità anche perché, quando la moto è stata competitiva, Valentino ha sempre lottato per il podio e posizioni di vertice e, vista la sua fame, difficilmente le sue prestazioni caleranno nell’arco di pochi mesi.

LE MANS 24 – Per quando poi arriverà davvero il giorno di dire basta, la strada di Valentino è già tracciata, con il raddoppio delle ruote con le quali gareggiare: la 24 Ore di Le Mans è da parecchio tempo nel mirino (i discorsi con la Porsche sono già avanzati), ma anche la Dakar potrebbe rappresentare una sfida da provare a raccogliere. In questo senso Carlo Cassina, che da diversi anni naviga Valentino nei vari rally disputati, si è già interessato con Tiziano Siviero, grande compagno di Miki Biasion nei rally e oggi braccio destro di Marc Coma per realizzare il percorso della gara sudamericana, su cosa comporti partecipare al rallyraid più massacrante al mondo.

TEAM –  E poi c’è il discorso di Rossi team principal: perché dopo l’esperienza fatta con la sua squadra in Moto3 e Moto2, il prossimo passo annunciato è la scalata alla MotoGP: probabilmente dopo il 2021, quando scadranno i contratti firmati da Dorna e Irta con i team indipendenti e la squadra di Rossi potrebbe prendere il posto proprio della Tech3.

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