MotoGP: Ramon Forcada passa ai raggi X la Yamaha di Maverick Vinales

Il capotecnico del pilota spagnolo spiega perchè MVK25 non si è ancora adattato completamente alla YZR-M1

Il podio di Austin ha dato fiducia a Maverick Vinales e alla Yamaha. Un passo avanti è stato compiuto, ma persistono alcuni problemi di fondo difficili da risolvere a breve termine, compresa l’elettronica Magneti Marelli. Nelle prime gare della scorsa stagione il pilota spagnolo ha ottenuto due vittorie consecutive, prima di arenarsi nei problemi con il nuovo anteriore Michelin, ma nel box di Iwata bisogna fare anche i conti con il passato.

UNA YAMAHA IN STILE LORENZO – Ramon Forcada, capo tecnico di ‘Mack’, ha ammesso che la YZR-M1 è stata in gran parte progettata per lo stile di guida morbido e scorrevole di Jorge Lorenzo, molto differente dal modo di guidare aggressivo dell’ex rider Suzuki. “La filosofia della moto è fatta per il tipo di guida di Lorenzo”, afferma Forcada in un’intervista a On-Track Off-Road. “Per un pilota con uno stile di frenata molto forte, che non ha paura della moto in movimento, è più difficile con questa moto. Se ricordi come guidava Lorenzo, era sempre molto, molto scorrevole e la moto sembrava non muoversi affatto. Anche lui si è lamentato che la moto si muoveva, ma rispetto ad altre moto non era quasi nulla. Ora, se il pilota ha uno stile aggressivo, è molto più difficile ottenere questo tipo di  velocità in curva”.

PILOTA E COLLAUDATORE – Vinales ha saputo adattarsi inizialmente, ma è bastato un piccolo cambiamento per far crollare l’equilibrio moto-pilota. Dal GP del Mugello 2017 il nuovo anteriore Michelin ha fatto nascere dei problemi, Yamaha ha risposto con nuove parti che Maverick doveva valutare e selezionare, consapevole di guadagnare su certi aspetti, ma di perdere su altri. “Questo non è facile perché normalmente non è nero o bianco”, ha aggiunto Ramon Forcada. “Per i giovani piloti con meno esperienza [è difficile] perché in Moto2 e Moto3 non hanno molta esperienza con questo, anche con il motore che non riescono ad adattarlo così tanto. A volte diventa un po’ difficile controllare tutto. Devi capire il pacchetto della moto,  sapendo quanto guadagneremo all’inizio della gara, quanto perderemo alla fine della gara”.

CALMA E SANGUE FREDDO – I tecnici Yamaha hanno tentato di arginare il problema del nuovo anteriore portando però qualche scompenso al posteriore, che su molti circuiti ha lamentato problemi di grip e usura nel finale. Ma bisogna lavorare anche sulla mente, sulla psiche, sul carattere del pilota. Nelle ultime gare dello scorso campionato Viñales non è stato in grado di nascondere la sua frustrazione e una certa agitazione mista a rabbia in sella alla moto. “Quando le cose non vanno bene Jorge [Lorenzo] e Maverick esplodono. Ha bisogno di calmarsi e poi ricominciare a lavorare… Ma una volta in sella alla moto se vede che il suo tempo è davvero brutto diventa davvero furioso e poi tutto è fuori controllo. A volte è bello essere aggressivi perché hai alcune situazioni in cui devi davvero attaccare. Quindi serve un compromesso, sicuramente non solo sul lato racing, ma anche nella vita normale… Sappiamo che questo è quasi impossibile. Se fosse stato completamente calmo, forse non sarebbe diventato un pilota”.

ENIGMA ZARCO – Yamaha non può nascondere certe difficoltà nel campo dell’elettronica. Prima del 2016, con la centralina personalizzata, i dati a disposizione degli ingegneri erano precisi e calibrati, poi con l’adozione della centralina unica uguale per tutti è venuta a mancare questa precisione. Ma per quale motivo Johann Zarco, in più di una occasione, si è rivelato più veloce di Rossi e Vinales pur disponendo di una moto satellite? “Quando è arrivato, ha capito subito che la moto è stata realizzata per lo stile di Lorenzo”, ha spiegato Forcada. “Ha provato a guidare la moto allo stesso modo di Jorge. Non aveva esperienza prima su una MotoGP e ha iniziato da zero… Inoltre nella squadra satellite non hanno molte parti da testare. Quindi, se diventi un pilota di fabbrica, devi accettare di avere la moto migliore, hai un team di ingegneri al lavoro e tutto ciò che il costruttore può fare per il pilota. Ma devi provare molte, molte cose che non funzionano sempre. Questo fa parte del lavoro se sei un pilota di fabbrica”.

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