MotoGP: Questo motociclismo è ancora uno sport?

Questo motociclismo non è più sport: gestione assurda, scorrettezze, penalità, volgarità. E’ diventato un baraccone per le tv

Questo motociclismo non è più uno sport. La MotoGP è sempre più un baraccone ad uso e consumo delle TV, che non a caso rappresentano la principale voce d’introito nel bilancio del promoter. Se in una gara non vincono più il più abile, o il più veloce, è tempo di cominciare a farsi qualche domanda.

RIDICOLO – Jack Miller, il poleman, era stato l’unico (su 24 partenti) a scegliere le gomme giuste. Avessero dato il via come indicato dalle regole e dal buon senso, l’australiano avrebbe sbancato il GP d’Argentina, e sarebbe stato giusto così. Invece è stato beffato dall’invenzione di una procedura di partenza mai vista. C’è da chiedersi come abbiamo potuto inventarsela, lì su due piedi. Qualche pilota invoca maggiori controlli antidoping, sarebbe il caso di estenderli a mezzo paddock, direzione gara compresa. Il pasticcio combinato dai “commissari”, che in realtà sono tutti più o meno dipendenti della società che dovrebbe solo gestire i diritti TV, è stato l’innesco di tutto il casino. In una partenza normale Marc Marquez non avrebbe fatto “stallare” la Honda, beccandosi la prima penalità. E non avrebbe dovuto prodursi in una rimonta furibonda e sconsiderata per salvare la gara che aveva in mano fin dal venerdi. Considerando i venti giri migliori di ciascuno, Marquez è stato oltre sei secondi più veloce di tutti, nonostante la caotica rimonta, i sorpassi, i contatti e tutto il resto. Risultato: chi doveva vincere (Miller o Marquez) non ha vinto. E’ normale?

SHOW – L’Argentina non è stato un caso, dovrete abituarvi a gare così. Perchè Dorna, la società spagnola che gestisce in monopolio tutti i principali campionati di motociclismo, lo dice a chiare lettere che le gare “devono essere equilibrate, vogliamo spettacolo, tanti vincitori, tanto show”. In Superbike, dove Jonathan Rea ha dettato legge per tre anni, si sono inventati di ridurre a tavolino i giri motore della Kawasaki. Risultato: anno scorso, dopo Australia e Thailandia, il nordirlandese viaggiava alla quota di quattro vittorie su quattro, stavolta ne ha centrata solo una. Marc Marquez, senza ombra di dubbio il pilota più veloce in MotoGP (e forse della storia…) in due GP ha totalizzato appena 20 punti su 50 disponibili, dopo il 2° posto in Qatar e il 18° d’Argentina, conseguenza di due penalità. La prossima è in Texas, dove Marquez ha vinto sempre, per cui se avesse sbancato in Argentina, il pilota Honda dopo tre soli GP si sarebbe potuto  trovare largamente in testa alla classifica. Parliamo di ipotesi ovviamente, ma che dopo appena tre GP  la MotoGP potesse già essere indirizzata era un “rischio” assai concreto. Addio spettacolo, niente polemiche, niente casino pro audience. Invece adesso non solo la classifica è apertissima, ma sono riaffiorate le stesse rivalità e inimicizie che  nel 2015 tennero il “grande pubblico” incollato alle TV. Che caso, vero?

MONOPOLIO – Ai vecchi tempi, quando comandava la Federazione Internazionale Motociclistica, il potere sportivo era nelle mani di commissari designati da ciascuna federazione. Cambiavano ogni GP, alcuni erano competenti, altri una frana. Per cui anche allora, ogni tanto, venivano prese decisioni discutibili. Ma almeno non c’era il sospetto che venissero prese per movimentare le gare. Adesso si. Se ci fate caso, nasce tutto da lì: com’è possibile che la FIM abbia assegnato i Mondiali MotoGP e Superbike alla stessa società? Com’è possibile che nelle moto ci sia un monopolio di fatto sui diritti TV e commerciali, in barba a qualunque norma internazionale sulla concorrenza? E com’è possibile che la  FIM, dopo aver venduto di fatto anche la gestione sportiva,  non ritenga più fruttoso fare un’asta sui diritti ogni tre-quattro anni, come fanno in tutti gli sport “normali”? La FIM ha sottoscritto accordi con Dorna che scadono in date imprecisate, segrete, pare fino al 2039, quando magari si potrà correre anche su Marte. Tutto normale?

YAMAHA VS HONDA – A chi ci mette (tanti) soldi, ovvero i Costruttori, questo andazzo alla lunga continuerà a piacere? Il dubbio è lecito, perchè se le gare diventano semplicemente uno show con regole aggiustate di volta in volta, che senso ha investire in sviluppo, organizzazione e ingaggio dei piloti? I Costruttori sono rivali, ma sui grandi sistemi fanno fronte unico: che penserà il board Yamaha, cioè chi controlla gli investimenti,  del fatto che chi entra o meno nel box lo decide un amico-socio del pilota e non chi è stato investito della responsabilità di farlo?

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  1. l.zecchin_417 - 5 mesi fa

    Ciao Paolo. come dici tu ho piu’ disgusto della Dorna e baracca e che del pilota in se’…. i mille giri tolti alla Kawa e 700 alla Ducati per fare della SBk la NASCAR non è piaciuto a nessuno figuriamoci a KRT che aveva speso per quei 1000 giri….
    Marquez ha sicuramente piu’ manetta che testa e domenica ne ha fatte di ogni ma la colpa è in primis dell’organizzatore incapace di applicare le regole e poi dell’entourage HRC incapaci di gestire il pilota

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  2. ror - 5 mesi fa

    ottimo articolo,sopratutto dal punto di vista sportivo concordo che la decisione iniziale abbia creato tutto il resto a catena.
    certo marc e’ stato un pelo al limite considerando le condizioni dell’asfalto….pero’ lo spettacolo ne ha giovato!!!
    poi purtroppo oltre agli appassionati ci sono i “tifosi”cosi’ affiorano solo polemiche sterili!

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  3. ILMOTAROPAZZO - 5 mesi fa

    Diversi piloti negli anni si sono lamentati dell’aggressività sopra le righe di marquez . mi ricordo di certe manovre da galera già in moto 2. questo è sport reale non videogiochi, ci sono persone (ragazzini) sopra le moto.la salute e la vita valgono più di una gara. il contatto occasionale ci sta,che diventi regola assolutamente no. FERMATE STO CRIMINALE SENZA CERVELLO PRIMA CHE AMMAZZI QUALCUNO !!!

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  4. Cesare - 5 mesi fa

    A me la decisione dei commissari di far partire i piloti in fondo allo schieramento pare una pezza non troppo brutta a un caso mai avvenuto prima nel nel massimo campionato. Seppur ingiusto nei confronti di Miller, una partenza caotica di così tanti piloti dalla pitlane sarebbe stata molto pericolosa. D’altronde è impossibile stabilire una griglia di partenza alternativa dalla pitlane. Concordo invece sul giudizio per il comportamento di Marquez, non rispettare la decisione del commissario di gara sarebbe dovuto risultare in una bandiera nera. Per quanto riguarda la guida pericolosa in gara, oltre ai 30 sec di squalifica a fine gara sarebbe probabilmente appropriato un ulteriore penalizzazione nella prossima gara, o quantomeno un ultimatum definitivo seguito in caso si ripetano altre infrazioni in una squalifica.

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    1. floyd - 5 mesi fa

      Ciao Cesare, io concordo con te sulla bandiera nera a Marquez e su di una ulteriore sanzione. Però vedi bene, che l’articolo dice tutt’altro.
      Gozzi pensa che sia tutta colpa (anzi dolo) della Dorna, che dirige le corse e che Marquez sia una “vittima” perché messo sotto stress per dare spettacolo e che (in sostanza) non abbia responsabilità sportive. Come se il chaval non fosse pagato adeguatamente per dare spettacolo e che a una posizione di tanto valore all’interno di questo sport non debba essere responsabilizzato per le proprie azioni. :)
      Gozzi lo assolve o, quantomeno, lo giustifica. E non tiene per nulla in considerazione – ed è qui che è “grave”, a mio modo di vedere – che una condotta di gara di questo tipo, sistematica e ripetuta, scoraggia gli avversari ad ingaggiare in un duello perché preferiscono evitarlo uno che si comporta così.

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  5. andreattfan - 5 mesi fa

    Lo dico da almeno tre o quattro anni, da quando mi hanno tolto l’interesse per questo sport,diventato un baraccone circense autoreferenziale (DORNA e TV). Tutto quello successo ieri (polemiche, scene post gara ridicole nel box Yamaha, direzione gara imbarazzante), segna il punto più basso (forse?) della MotoGP. E pensare che sarebbe bastato semplicemente applicare il regolamento: 1) la partenza da raduno domenicale non ci sarebbe stata; 2) cosa ancora più grave la moto spenta di Marquez che si riallinea procedendo contro mano (!) cosa mai vista in nessuno sport motoristico (peraltro punibile con bandiera nera). Qualcuno mi spiegherebbe (bene) le differenze tra come è attualmente ridotta questa disciplina, e tutto il suo indotto, e il mondo del calcio di oggi? Se molti reputano, come unico responsabile, Marquez, è la conseguenza dell’atteggiamento connivente della DORNA in ambito regolamentare; un pilota per essere sanzionato che altro avrebbe dovuto fare vista la recidività?

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  6. lucco10_958 - 5 mesi fa

    Gent.mo Gozzi, non so in quanti legeranno questo tuo post, ma mi sa che stai facendo confusione come la FIM e la Dorna, hai scritto una serie di episodi che messi assieme portano a delle conclusioni molto gravi. Secondo la tua tesi MM è stato “messo in difficoltà apposta” al fine di farlo arrivare in Texas con meno punti di quanti si meriterebbe. Cioè secondo te in Argentina MM o è stato sabotato con lo spegnimento della moto oppure gli è stato imposto di spegnersi la moto…al solo fine di non fargli vincere la gara così che no arrivasse in Texas a pieni punti?? Per cui preso da fumi di questo ha iniziato a superare tutti come se non ci fosse un domani?? Bastava far rispettare il regolamento e dargli bandiera nera per l’inversione di marcia in griglia…e la storia finiva lì….però lo spettacolo sarebbe andato perso…Mi sa che alla fine hai ragione tu!

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  7. floyd - 5 mesi fa

    Buongiorno Paolo, io concordo con te che ci sono alcune storture nella gestione dei diritti e via discorrendo. Ma di lì a ipotizzare delle volontà da parte di Dorna a creare conflitto mi pare quantomeno improbabile. In realtà la querelle è tutta giornalistica, come sempre. I fatti si verificano perché i piloti mettono in pratica azioni a cui corrispondono conseguenze. Vero. C’è una ragione scatenante che può aiutare a comprendere lo stato d’animo e la frustrazione di Marquez durante la gara. Ovvero, la (non) gestione della partenza. Però ciò non scagiona Marquez che, in qualità ormai di veterano e pluricampione della MotoGP, dovrebbe imparare ad essere più cauto.
    In sostanza il tuo mi sembra un articolo un po’ vuoto di contenuto. Assomiglia a una di quelle teorie complottiste con templari e scie chimiche. In realtà, la MotoGP non è mai stata bella quanto lo è adesso e, negli ultimi 5 anni, comunque Marquez (il più forte forse di tutti i tempi, sei tu a dirlo) ha vinto 4 titoli. Quindi di che stiamo parlando, scusa?
    SBK e limitazione dei giri è un altro discorso. Non mischiamo le pere alle mele. Un saluto! Giancarlo

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    1. Paolo Gozzi - 5 mesi fa

      Giancarlo una delle cose che fa arricciare il naso è che in quest’epoca social ogni semplice appassionato pensa di essere più realista del re, cioè di saperla lunga. Se ti dico che il promoter su queste cose ci sguazza, e le favorisce in ogni modo, è perchè ci sono evidenze che mi induco a scriverlo. Ho sentito decine di volte (sul fronte SBK) sostenere che i “piloti sono troppo amici”, che “serve qualche bella rivalità così la gente si appassiona”. E poi, se sei un lettore social accorto, ti basta osservare la gestione del canale twitter di MotoGP. Ti pare che non si sia un’evidente volonta di giocare sui fatti per esacerbare le rivalità e le inimicizie? Vai a vedere, poi mi dici se l’articolo ti sembra sempre “vuoto di contenuto”. Inoltre affidare la gestione sportiva a chi gestisce l’economia di uno sport è uno scandalo: perfino nel calcio i poteri fra federazione, lega e arbitri sono (almeno di facciata) separati. Nelle moto no, è lo stesso soggetto che si occupa di tutto. La limitazione dei giri in SBK è esattamente lo stesso discorso: fregarsene di regole e tecnica pur di “movimentare” le gare. Vallo a chiedere alla Kawasaki che discorso è :-) La mia ipotesi è che alla lunga, prima o poi, i Costruttori si stancheranno di questo andazzo. E se ti dico così è perchè ci sono varie evidenze, non è questione di scie chimiche.

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      1. floyd - 5 mesi fa

        Grazie della risposta Paolo.
        Possibile che il gestore cavalchi l’onda della polemica e provi a metterla a profitto. È comprensibile, quanto eticamente discutibile. D’altronde, non si può prescindere dallo spettacolo. Alla fine è quello che paga gli stipendi a tutto il circus. Ad ogni modo capisco e in parte condivido il tuo ragionamento. La gestione dei diritti e l’etica dell’organizzatore sono ovviamente aperti a discussione. Ci mancherebbe. E il ragionamento si può facilmente allargare ad altre scelte di regolamento, come il flag-to-flag, etc.
        Non trovo però che ciò sia sufficiente ad assolvere i piloti dalle loro azioni, per partito preso. In fondo essi sono, e devono essere ritenuti, a mio modo di vedere, responsabili delle loro azioni, in pista, e fuori per tutto ciò che concerne la loro professione. E ciò include anche la loro relazione con la stampa.
        Un’altra cosa su cui hai probabilmente ragione è che i costruttori alla lunga si stanchino. Per il momento sembrano poco interessati ad andarsene, anzi arrivano o ritornano, vedi Suzuki, KTM, Aprilia. D’altro canto, queste sono le regole del gioco e loro sono i giocatori, se le cose non gli vanno bene potrebbero anche dire la loro opinione e provare a cambiarle … o no? :)

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  8. fabu - 5 mesi fa

    quanti se, caro Gozzi. questo motociclismo, questa MotoGP è stata rovinata da Marquez e da tutti quelli conniventi con lui. sono anni che fa porcate, in tutte le classi, tutte concesse. guarda caso la regola del rookie è stata spazzata via per lui. certo che ieri ha girato più forte di tutti, sapeva benissimo che avrebbe avuto solo da perdere. tanto, tra una scarenata ad uno, una spallata all’altro, entri dove non puoi a vita persa. della serie ti piace vincere facile. unico a non rispettare le regole, chi non vince così? la vergogna di questo sport. un brutto esempio. di fenomeni così ne facciamo volentieri a meno.

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    1. Paolo Gozzi - 5 mesi fa

      E’ un punto di vista, il tuo. Io i piloti tedenzialmente li assolvo, sono come tutti gli altri sportivi. Se li metti in condizione di perdere la testa, poi non puoi scagliarti contro di loro se poi succede. Marquez, sull’orlo di una crisi di nervi, ha commesso il gravissimo errore di volerli ridicolizzare, e non era il momento. Purtroppo gli è mancata la lucidità di comprendere che ci sono gare che nascono male, per mille motivi, e l’unica cosa da fare è limitare i danni. Per speronarli tutti come ha fatto, doveva essere bello incazzato. Bisogna chiedersi perchè.

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      1. fabu - 5 mesi fa

        se è uno è bello incazzato, e fa uno sport con un mezzo che va a 340 all’ora in mezzo ad altri 23 colleghi, forse è il caso di dargli una calmata. non oggi, 5-6 anni fa. il bambino ha 25 anni, corre nel mondiale da 10. aspettiamo ancora che cresca un pò?

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        1. Paolo Gozzi - 5 mesi fa

          Stavolta MM93 è indifendibile. Io gli credo poco, cioè per niente, quando dice che non lo ha fatto apposta. Chiaro che volesse far cadere nessuno, ma ridicolizzarli e far vedere a tutti che lui va il doppio, sicuro. Essendo infuriato, ha perso la misura. Succede anche ai fuoriclasse. Capisco che non sia in una condizione facile, ma resistere alla pressione, a tutti i tipi di pressione, è il suo lavoro. Squalificarlo anche no, ieri è stato penalizzato tre volte, direi che basti… :-)

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          1. Katana05 - 5 mesi fa

            Le tre penalità lo hanno retrocesso fuori zona punti per cui de facto equivalgono ad una squalifica. So bene che qualcuno lo vorrebbe fuori dai giochi per metà campionato ma tanto per costoro qualunque sanzione andrebbe raddoppiata. Punto e a capo. Next race, please.

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    2. ror - 5 mesi fa

      ottimo articolo,sopratutto dal punto di vista sportivo concordo che la decisione iniziale abbia creato tutto il resto a catena.
      certo marc e’ stato un pelo al limite considerando le condizioni dell’asfalto….pero’ lo spettacolo ne ha giovato!!!
      poi purtroppo oltre agli appassionati ci sono i “tifosi”cosi’ affiorano solo polemiche sterili!

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    3. ror - 5 mesi fa

      ottimo articolo,sopratutto dal punto di vista sportivo concordo che la decisione iniziale abbia creato tutto il resto a catena.
      certo marc e’ stato un pelo al limite considerando le condizioni dell’asfalto….pero’ lo spettacolo ne ha giovato!!!
      poi purtroppo oltre agli appassionati ci sono i “tifosi”cosi’ affiorano solo polemiche sterili!

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    4. ror - 5 mesi fa

      scrivere certe cose contro MM significa non avere idea di cosa sia la passione,la moto,lo sport!(questo in particolare)
      chiedete a melandri,gibernau,lorenzo,biaggi ma anche altri cosa faceva VR quando aveva l’eta’per voler vincere!

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