MotoGP: Parla Luigi Dall’Igna: “Solo Marc Marquez può perdere il Mondiale”

Il numero uno delle corse Ducati sulla rivalità interna: “Dovizioso e Lorenzo non sono amici ma si rispettano”

Luigi Dall’Igna ha fatto il punto della situazione nel Mondiale e sul clima nel box Ducati dopo la strepitosa doppietta Ducati di domenica scorsa a Brno. Fra pochi giorni si torna in pista in Austria, un altro tracciato favorevole alla Rossa. Ecco alcune parti dell’intervista uscita martedi 7 agosto su La Gazzetta dello Sport.

Fare doppietta davanti alla Honda che a Brno aveva provato a inizio luglio aumenta l’importanza del risultato?

«Per me sì. Anche perché Marquez domenica ha provato in tutti i modi a vincere, lui è uno che non si accontenta mai».

Dovizioso ha vinto dimostrando un senso tattico glaciale.

«Andrea ha fatto qualcosa di più, ha anche conquistato la pole, e non è da lui».

Jorge invece ha fatto vedere di essere padrone della GP18

«Giorgio ha corso una gara che non gli avevo mai visto fare in carriera. Ha ragionato, ha gestito, ha capito che stare tanti giri davanti serve a poco, se poi finisci le gomme. A volte puoi vincere di forza, ma altre puoi farlo gestendo. Domenica ha corso in maniera intelligente».

C’era chi diceva che Dovizioso fosse un po’ in crisi perché pativa le vittorie di Lorenzo.

«Non credo a queste cose. Dovi è pur sempre un uomo, ma non credo che reagisca negativamente a questi stimoli. Non lo ha fatto mai in passato e non vedo perché dovrebbe iniziare a farlo ora».

In due edizioni a Zeltweg, pista tutta accelerazione e frenate, ha sempre vinto la Ducati.

«Non significa che siamo sicuri di rivincere. Per farlo bisognerà essere concentrati e fare le scelte giuste. Sarà gara tosta».

Intanto a Brno è come se fosse cominciato un campionato interno tra Dovizioso e Lorenzo.

«La concorrenza interna per me è sempre positiva, anche se va mantenuta entro dei limiti gestibili. Per questo non mi preoccupo: ho due piloti che sono sufficientemente intelligenti per gestirla. Problemi ne possono poi sempre succedere, come per esempio nella carambola strana di Jerez».

I due però a volte non si risparmiano battute.

«Va detto che la stampa ci mette un bel carico. Non posso dire che i due siano amici, non lo sono mai stati ed è difficile trovarne tra compagni di squadra. Ma c’è grande rispetto. E non si punzecchiano apposta. Poi, se uno dice qualcosa è chiaro che l’altro reagisce. È qualcosa di umano, si chiama orgoglio».

Vista questa Ducati, i punti persi fanno male?

«Sì, ma non ci penso più. Preferisco pensare al domani che non a ieri. Lavoriamo per dare a Dovi e Lorenzo, ma anche a Petrucci, la moto migliore».

I 68 punti da recuperare sono un Everest contro Marquez?

«Marquez è uno difficile da battere già a parità di punti, con un vantaggio di 68 solo lui può perdere il Mondiale. Noi pensiamo a gara dopo gara».

Si sveglia mai di notte con l’incubo di Lorenzo che va via?

«Non serve pensare a quello che è ormai stato deciso. Ci fossero state tutte le condizioni per restare, so che Jorge sarebbe stato contento di restare».

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