MotoGP, Maverick Vinales: “Dall’inizio ho chiesto una Yamaha più piccola”

All’esordio in Yamaha Maverick Vinales aveva chiesto una M1 leggermente più piccola rispetto a quella di Valentino Rossi. E sul motore 2018: “Dovevo essere più testardo”.

MotoGP Tests In Valencia
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MotoGP Of Valencia - Qualifying
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Maverick Vinales ha vissuto solo una stagione MotoGP con gomme Bridgestone e software libero, neppure il tempo di adeguarsi ai fondamentali  della classe regina che si è ritrovato nell’era delle Michelin e della centralina elettronica unificata. Probabilmente ha pagato maggiormente lo scotto di una Yamaha poco reattiva al cambio della carcassa più rigida stabilita al Mugello nel 2017, che non gli ha permesso di perseguire il suo stile di guida aggressivo, basata sul freno motore, con una velocità sostenuta in entrata di curva prima delle frenata e della staccata.

Soprattutto nella prima stagione in sella alla M1 il pilota di Figueres si è dovuto adattare ad una moto studiata sullo stile di guida di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, considerando una differenza di peso e altezza con il Dottore non da poco (162 cm contro i 180 del pesarese), tanto da richiedere ripetutamente alla casa di Iwata una M1 più “personalizzata”, come avvenuto dopo la gara in Thailandia, quando Vinales ha scelto di seguire un assetto abbastanza diverso. “Fin dall’inizio, quello che ho chiesto a Yamaha è una moto leggermente più piccola, perché quella che ho guidato finora era troppo grande per me“, ha detto Maverick ad ‘Autosport’. “Ricordo che mi ero adattato perfettamente alla Suzuki e che potevo spingere ovunque, mentre con la M1 sentivo di avere troppa una moto troppo grande. È difficile cambiare la moto nel suo insieme, ma se consideriamo il motore, alcuni dettagli e alcune cose dell’aerodinamica, penso che la differenza possa essere molto importante“.

Dopo un biennio in salita, eccezion fatta per le tre vittorie nelle prime cinque gare del 2017, dal 2019 Vinales potrà contare su un nuovo capotecnico, Esteban Garcia, e avrà la giusta esperienza per essere più pretenzioso nelle richieste ai tecnici Yamaha: “All’inizio del 2018 avrei dovuto essere più convincente con le decisioni tecniche, ad esempio, quando ho chiesto di provare nuovamente il motore 2016. Non sono stato abbastanza testardo e ho pagato per questo a caro prezzo“. La nuova specifica di motore provata nei test di Valencia e Jerez sembrano soddisfare le sue richieste, ma i problemi della M1 non potranno risolversi semplicemente con l’adozione del nuovo quattro cilindri che, a detta di Valentino Rossi, non rappresenta una grande differenza rispetto alla versione precedente. A Sepang forse si avranno le idee più chiare…

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