MotoGP: Marc Marquez dominerebbe anche con Ducati e Yamaha

Il fuoriclasse Honda resta imbattuto al Sachsenring guidando in scioltezza: lui quando vuole, va

Si parla tanto di moto, di tecnica, di gomme. Ma la realtà è più semplice e cruda: Marc Marquez ha in pugno la MotoGP moderna. Al Sachsenring si è cucinato gli avversari con facilità disarmante (qui cronaca e classifica del GP). Agli osservatori più attenti non sfuggono i dettagli: è partito calmo, con l’idea di salvaguardare la durata della posteriore soft, poi ha dato un piccolo strappo per riportarsi su Jorge Lorenzo, togliendosi dai piedi prima Danilo Petrucci, e in seguito lo stesso maiorchino. Quando l’inossidabile Valentino Rossi si è rifatto sotto, Marc ha riacceso il turbo e in tre giri ha messo in ghiaccio il nono trionfo di fila (cinque in top class) sul toboga tedesco. Ha un margine così ampio che si permette anche di centellinare i distacchi. Vince di quanto gli basta, così il pubblico non si annoia e le tv non s’incazzano. E’ facile immaginare che sarebbe davanti anche se guidasse le moto degli avversari. Guardate come sono andate le altre Honda in Germania: Cal Crutchlow è caduto, Dani Pedrosa ha beccato 12 secondi, mezzo al giro. Il fattore è Marc.

VERO CANNIBALE – Chi vende la MotoGP è un mago, perchè il pubblico ha la percezione che sia un campionato combattutissimo. Invece, da quando c’è Marc Marquez, il pronostico è (quasi) sempre scontato. A soli 25 anni ha già ipotecato  il settimo Mondiale, il quinto in sei stagioni di top class. In Superbike il suo omologo è Jonathan Rea, che dal 2015  vince indisturbato  gare e Mondiali. Ma il paragone  non regge. Rea guida la moto migliore dell’unica Marca realmente impegnata, la Kawasaki. Marquez è il trascinatore di una Honda che senza lui riderebbe assai più raramente. Rea non ha avversari all’altezza, mentre Marquez ha di fronte i migliori del mondo. Il vero cannibale è Marc.

YAMAHA ALTRO CHE CRISI – Dall’inizio di stagione si parla di problematiche varie che affliggerebbero la Yamaha. Ma nel Mondiale ci sono tre M1 nelle prime cinque posizioni e Valentino Rossi, pur non avendo ancora vinto GP quest’anno, è il più immediato inseguitore, anche se dopo nove GP ne ha quasi due di ritardo. La seconda Honda in classifica è solo ottava (Cal Crutchlow), con 86 punti in meno del fuggitivo. I numeri raccontano una situazione tecnica molto diversa da quella che ci viene raccontata da piloti e tecnici.

DUCATI A PICCO – Marquez teme così tanto il potenziale della Rossa che ha preferito prendere il rischio calcolato di accogliere Jorge Lorenzo nel suo stesso box, per sfidarlo  nel 2019 pad armi pari, ritenendo evidentemente di essere  più veloce, L’accondiscendenza di Marc è una sentenza sulle scelte di mercato: a Borgo Panigale, a questo punto,  deve balenare il dubbio che non sia già andato questo Mondiale, ma anche i prossimi. A dieci GP dalla fine, Dovizioso ha 77 punti in meno di Marquez, oltre tre GP: pensare di raddrizzare la situazione è pura utopia.

MotoGP Sachsenring: Cronaca e classifica del GP

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