MotoGP: Lin Jarvis “Morbidelli e Bagnaia ce li siamo fatti scappare”

Il capo di Yamaha Racing spiega perchè con Marc VDS non è ancora fatta. Ma dopo la (quasi) perdita di Johann Zarco il rammarico aumenta

L’online crash.net pubblica un’interessante intervista a Lin Jarvis, managing director Yamaha Racing. L’articolo, a firma di Peter McLaren, riporta il pensiero del manager inglese sui prossimi movimenti di mercato. Dopo le voci che davano come “cosa fatta” l’accordo tra il team belga Marc VDS e la Casa dei tre diapason, la precisazione obbligatoria è che «Yamaha ha due scelte: sostituire Tech3 con un’altra squadra, oppure no».

PUNTUALIZZAZIONE – Jarvis spiega che Marc VDS rappresenterebbe un valido sostituto della squadra francese che per vent’anni è stata partner di Iwata. La perdita di Poncharal è senza dubbio importante, ma il boss del factory team M1 difende le scelte fatte: «non credo che Hervé sia partito perché non ha avuto il sostegno della Yamaha. Penso che Hervé se ne sia andato perché aveva una fantastica offerta da un concorrente, che ha davvero bisogno di avere una squadra satellite, che probabilmente includeva molte cose tra cui prestazioni, finanza, stabilità. È vero che non abbiamo fornito una M1 factory a Johann, ma abbiamo sempre rispettato la nostra politica e il nostro contratto. Il nostro contratto con Hervé non era quello di fornire una moto ufficiale, però abbiamo fornito un mezzo che a volte è stata più veloce delle nostre moto ufficiali, quindi penso che ci siano sempre lati della medaglia, in ogni storia. Penso che Hervé abbia ricevuto una proposta [da KTM] che lui stesso ha descritto come “un’offerta che non poteva rifiutare”. Normalmente quelle offerte arrivano dall’Italia, ma in questo caso proveniva dall’Austria! Rispettiamo questa decisione e ce ne rammarichiamo, perché abbiamo passato 20 anni insieme: sicuramente Valencia alla fine della stagione, sarà un giorno triste».

STRATEGIE – Il futuro è ancora tutto da scrivere. Jarvis ha parlato anche del rapporto speciale con la VR46 di Valentino Rossi, senza far mistero di essersi lasciati scappare due piloti che Yamaha giudicava interessanti: Franco Morbidelli e “Pecco” Bagnaia. Il sito crash.net ricorda che Yamaha è “Official Partner and Motorcycle Supplier” dell’Academy di Rossi. «Abbiamo questo programma con la VR46 Academy, con l’idea di prendere alcuni dei loro ragazzi se per noi sono interessanti,» dichiara il manager «anche se a volte non funziona; un buon esempio è stato quello di Franco Morbidelli, perché è diventato disponibile a trasferirsi [in MotoGP nel 2018]. Saremmo stati molto interessati a portarlo a bordo. Ma a quel tempo, Jonas Folger e Zarco avevano già confermato i loro contratti per quest’anno: Rossi e Viñales erano già sistemati per quest’anno: non avevamo posto, questo è stato il problema. Bagnaia è stato un altro caso molto interessante: quando abbiamo saputo che Tech3 avrebbe cambiato [per andare con KTM], stavamo considerando se potevamo prendere e piazzare Bagnaia…Abbiamo scoperto che la squadra non avrebbe potuto accettarlo».

MARC VDS – L’ipotesi di una partnership con Marc VDS offrirebbe indubbi vantaggi, ma nasconde anche qualche insidia; perché il team belga lascerebbe Honda solo per una sistemazione da “satellite ufficiale”, quindi disponendo dello stesso materiale evoluto destinato ai team ufficiali. Jarvis apre a questa possibilità: «potrebbe, sì, ma tutto questo sarà soggetto a una nuova discussione e a un nuovo contratto con una nuova squadra». Attenzione, Marc VDS non ha sciolto la riserva, ha solo ammesso di essere in trattativa su più fronti. Jarvis inoltre non nasconde la possibilità che l’opzione “squadra satellite con moto ufficiali” possa interessare extrema ratio a Zarco. In ogni caso Yamaha vorrebbe stringere un accordo di fornitura ad un team satellite entro giugno, in modo da essere pronta per la prossima stagione.

TEAM VR46 – Le voci di un possibile arrivo di una squadra ufficiale targata VR46 non dovrebbero costituire un motivo di preoccupazione per nessuno; Jarvis ci tiene a mostrarsi rassicurante: «Valentino non ha ancora deciso di entrare definitivamente in MotoGP, quindi prima di tutto c’è quel fattore: in secondo luogo, se dovesse entrare, sarà nel 2021? Se entra, sarà con un pilota o due piloti? Ci sono molti aspetti.Saranno passati tre anni, possiamo cambiare molte cose tra ora e tre anni se vogliamo. È certamente qualcosa che prenderemo in considerazione e non penso che sarà un ostacolo per un’altra squadra, considerato che avrebbe un coinvolgimento con Yamaha. Anni fa abbiamo fornito più moto di adesso – ai tempi di WCM, Luis d’Antin, gestivamo fino a otto mezzi, in un determinato momento. Siccome molte cose sono cambiate negli ultimi dieci anni, potrebbero cambiare ancora in futuro. Anno dopo anno, gli avvenimenti si modificano continuamente, quindi saremo sicuramente aperti a cercare di fornire più di quattro moto in futuro; non lo vedo come un problema».

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