MotoGP: KTM avanti piano “Ma vinceremo anche qui”

La Gazzetta dello Sport dedica un’approfondimento alla marca austriaca entrata in top class nel 2016

La Gazzetta dello Sport in edicola sabato 27 ottobre dedica un ampio approfondimento alla KTM, entrata in MotoGP. A che punto sono i lavori? Perchè in questo 2018 non ci sono stati risultati a sensazione? Ecco le risposte raccolte dall’inviato Paolo Ianieri.

Quando si presentò alla MotoGP, era il GP d’Austria 2016 di metà agosto, Stefan Pierer, gran capo Ktm, non si nascose: «Questo è il nostro progetto più prestigioso e ambizioso, da anni dominiamo nel fuoristrada, vinceremo anche qui». Pochi giorni dopo, dimenticandosi del bon ton, dopo avere fatto annunci roboanti («Saremo competitivi in tempi relativamente brevi») non si fece scrupolo di attaccare la Ducati e Jorge Lorenzo: «La Ducati ha ingaggiato Lorenzo per quanto, 12 milioni? E nonostante questo, non sono sicuri di vincere perché quando piove lui va in crisi. E a quel punto non conta guidare la moto migliore».

SVILUPPO –  I fatti, per ora, gli hanno dato torto su entrambi i fronti. Jorge e la rossa hanno vinto assieme, mentre l’apprendistato della Casa di Mattighofen si sta dimostrando più complicato del previsto: se nel 2017 a questo punto del campionato i punti conquistati erano stati 56, quest’anno i due titolari sono a quota 58, con due decimi posti (uno dei ottenuto da Mika Kallio a Jerez, che è terzo pilota) come migliori risultati. «Ma gli infortuni di Pol (Espargaro; n.d.r.) e di Mika hanno rallentato parecchio lo sviluppo – spiega Mike Leitner, l’ex pilota di 125, per 11 anni capotecnico di Dani Pedrosa, oggi team manager Ktm —. Sono da tanto in questo mondo, so quanto la MotoGP sia dura. Il 2017 per noi è stato fantastico, mi aspettavo più problemi, però sapevo che questo secondo anno sarebbe stato complicato, non solo in pista ma anche a livello di struttura. Siamo cresciuti, ma vale anche per tutte le altre moto. Non mi aspetto che per il 2019 tutti riescano a progredire in maniera così evidente, ma sono convinto che noi lo faremo».

TELAIO –  Rispetto agli altri costruttori, che hanno un telaio deltabox in alluminio, Ktm è la sola a utilizzarne uno in traliccio in acciaio, oltre alle sospensioni White Power fatte in casa, rispetto alle Öhlins dei concorrenti. Per molti, il telaio può essere un limite, ma per il responsabile del Motorsport, l’ex crossista Pit Beirer, è un punto irremovibile: «Dall’inizio del progetto MotoGP abbiamo detto chiaramente che alcune cose non si mettono in discussione e queste sono il telaio in traliccio in acciaio e le sospensioni. È la prima cosa che diciamo a chi, ingegneri e tecnici, viene a lavorare con noi. È un marchio di fabbrica Ktm, vogliamo solo persone che credono di poter vincere a modo nostro, come nei rally o nel Supercross. Non perdiamo neanche tempo a discuterne».

CHE SPONSOR –  Agli ordini di Leitner in pista ci sono circa 35 persone, mentre nel reparto corse di Munderfing un centinaio lavorano al progetto velocità, che comprende anche Moto2 e Moto3. Ovviamente sconosciuto il budget («Ma è più che sufficiente per quello che ci serve», dice Leitner) ma considerando il rapporto strettissimo tra Ktm e Red Bull, che sin dall’inizio sponsorizza la Casa austriaca, quello finanziario è l’ultimo problema: «A livello di giro veloce siamo tornati a 2-3 decimi dai migliori, anche se non si vede dai risultati — continua Leitner —. Siamo costantemente a ridosso del 10o posto. Errori fatti in questi due anni? Non ne vedo. Però gli infortuni ci sono costati il 50 per cento del lavoro, se hai un solo pilota, tutto va in salita».

TOP RIDER –  Con l’inglese Bradley Smith che nel 2019 andrà via (sarà collaudatore Aprilia; n.d.r.), al fianco di Pol Espargaro arriverà Johann Zarco, mentre la Tech3 diventerà il secondo team. «Johann sarà molto importante. Ha velocità e due anni di esperienza ad alto livello con la Yamaha. E puntiamo molto su Miguel Oliveira in Tech3: il primo anno farà esperienza, ma per lui vedo un gran, bel futuro».

PEDROSA – E poi, ci sarà Dani Pedrosa: il contratto è stato ufficializzato ieri e lega l’attuale compagno di Marc Marquez alla Ktm come collaudatore per le prossime due stagioni, con lo spagnolo che potrebbe girare già nei test di Valencia dopo il gran premio. «Dani è uno dei piloti che qui dentro ha più esperienza a livello di sviluppo della moto e feeling — conclude Leitner —. Sarà un ottimo riferimento: gli 11 anni passati assieme non si cancellano, tra noi c’è sempre stata una ottima relazione». Pedrosa affiancherà il finlandese Mika Kallio, 35 anni, in sella alla RC16.

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  1. fabu - 3 settimane fa

    e con RedBull mai sponsor di MM93, chissà, in un futuro non troppo lontano, quando il fenomeno di Cervera cercherá finalmente qualche stimolo, per raggiungere definitivamente l’immortalità, al posto di mamma chioccia HRC.

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