MotoGP: Jorge Lorenzo “Ducati con me ha esplorato nuove strade”

Il maiorchino ai saluti rivela cosa interessanti sui due anni in Ducati: è stato Jorge l’artefice dello sviluppo GP18?

Jorge Lorenzo è ai saluti con la Ducati. Valencia sarà l’ultima gara e il maiorchino si è presentato nei box regalando un casco e un orologio ai suoi meccanici. Poi, tracciando un bilancio dei due anni con la Rossa, ha detto cose interessanti.Lorenzo parla come se fosse stato il massimo artefice dei progressi tecnici che il progetto ha compiuto in questi due anni.  Ecco le dichiarazioni di Lorenzo riportate da La Gazzetta dello Sport in edicola venerdi 16 novembre.

«Rimpianti? Nessuno. Perché in tutti i momenti ho fatto il massimo e ho imparato tante cose. Per me e per la Ducati questo è stato un matrimonio fruttifero. Io sono diventato un pilota più completo, la Ducati ha esplorato altre vie mai percorse prima. Sono contento di avere aiutato all’evoluzione lavorando con Gigi (Dall’Igna; n.d.r.) e gli altri ingegneri. In tanti adesso pensano che la GP18 sia la miglior moto e io sono orgoglioso di questo.»

Lorenzo si è presentato in condizioni fisiche accettabili, dopo aver saltato le ultime quattro gare per il problema al polso conseguenza del terribile volo di Buriram innescato da un problema tecnico. «Manca una settimana per essere davvero al 100%, ma sono contento dell’evoluzione. Mi fossi operato prima avrei corso già in Malesia e qui sarei stato al massimo, ma va bene così. A Sepang non sarei stato in grado di stare nei 10, probabilmente neanche nei 15. Ma negli ultimi 10 giorni ho fatto passi avanti e ora spero di poter fare un buon risultato. Sarà una gara ricca di emozioni che chiude un capitolo importante».

Martedi prossimo comincia l’era Honda e la coabitazione con Marc Marquez. «Essere amico di uno che corre contro di te è sempre difficile, ancor più se è tuo compagno. È il solo altro ad avere la tua moto, se vince non hai scuse. Ma non vuol dire che la relazione non sarà buona. Io ho 32 anni, lui 26, capiamo la vita e sappiano riconoscere la differenza tra pista e fuori. Certo, se poi ci saranno frizioni in pista si può generare della tensione». 

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