MotoGP: Johann Zarco ai ferri corti col manager Laurent Fellon

Il mercato piloti 2019 ha intossicato mezzo paddock e rovinato parecchi rapporti. Anche quelli che sembrano inscindibili

Johann Zarco ha un po’ deluso le aspettative. Che erano alte, a inizio campionato. Non è passato inosservato anche il fatto che il francese abbia avuto più di un motivo di turbamento; per prima la decisione di Tech3 di non proseguire il rapporto con la Casa di Iwata. Il motomercato partito troppo in fretta, la necessità di scegliere, la premura di assicurarsi una moto ufficiale per la prossima stagione, sono stati pensieri che forse hanno distratto il pilota. Le opache prestazioni che hanno fatto seguito al GP di Francia sono il campanello d’allarme che qualcosa non funzioni nel verso giusto.

INCONPRENSIONI – Eppure, come sottolineato dal collega Federico Devoto, le M1 curate da Tech3 non sembrano affatto male. Lo sviluppo delle moto affidate al team di Poncharal è fermo: del resto Yamaha non ha mai fatto mistero del fatto che durante il campionato non aggiorni i mezzi affidati alle squadre satellite, se non per quanto riguarda trascurabili, dettagli. Come giustamente sottolineato da più parti, se non c’è aggiornamento, non c’è supporto. O ce n’è poco. Colpisce l’analisi che fa Manuel Pecino sul suo sito pecinogp.com: «Johann,» – è la tesi del giornalista spagnolo – «ha dei problemi a gestire il rapporto con la persona che gli ha fatto da padre, permettendogli di crescere e allenandolo: Laurent Fellon». Pecino si spinge oltre: quello che sembrava un sodalizio, umano e sportivo, solidissimo fino a tre mesi fa, adesso appare irrimediabilmente compromesso. Perché?

HONDA IGNORATA – Il casus belli che ha scatenato la faccenda, è nascosta nelle pieghe della vicenda Honda: quando HRC decise di non rinnovare con Pedrosa, Puig e soci sondarono il terreno per verificare l’esistenza di una “pista francese”. Subito raffreddata perché in effetti Zarco aveva già in tasca il contratto con KTM. A confermarlo fu lo stesso Puig: «avevo chiesto a Zarco e al suo manager se ci potessimo incontrare per parlare in maniera del tutto informale del futuro. Mi ha detto che mi avrebbe tenuto aggiornato e alla fine, come abbiamo visto, aveva firmato con KTM. Per me Zarco è un grande pilota, non succede nulla, non cambio il mio giudizio su niente, ognuno fa come crede ed è libero di dire quello che vuole e come vuole, però in questo caso mi sono sentito un po’ ingannato da lui e dal suo manager». Chi ha ingannato Puig? Johann Zarco o Laurent Fellon?

TRIBUNALE – Pecino afferma che il pilota abbia preso male la mancata opportunità rappresentata da HRC. L’episodio avrebbe aperto gli occhi al #5: forse Fellon non è la persona più adatta al gestire un top rider nel complesso ecosistema della MotoGP. Il manager finora ha curato la carriera di Zarco in maniera convincente, ma probabilmente non è più sufficiente. Il fatto che Johann debba molto al suo mentore è indiscutibile, ma resta la preoccupazione in futuro di non sbagliare più. Secondo Pecino la situazione angoscia così tanto il pilota da «affliggerlo quando sale in sella. Questo ragionevole cruccio è arrivato al punto da determinare una rottura totale delle relazioni con il procuratore, con tutti i segnali che la cosa finirà in tribunale».

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