MotoGP: ESCLUSIVO Sylvain Guintoli “La Suzuki vi stupirà”

Il collaudatore Suzuki, vicino alla conferma, ha corso come wild card a Brno con due costole rotte alla 8 Ore. E il lunedi ha fatto anche i test!

E’ stato un luglio assai impegnativo per Sylvain Guintoli. Ha gareggiato alla 8 Ore, e sempre in Giappone ha fatti i test sviluppo Suzuki MotoGP a Motegi. Poi, sempre con la GSX-RR, ha preso parte al GP della Repubblica Ceca come wild card. I risultati sarebbero stati migliori senza due costole rotte, ma niente avrebbe potuto impedirgli di gustare il piacere di guidare la Suzuki GSX-RR.

Alla 8 Ore di Suzuka sei stato anche al comando con la Suzuki Yoshimura, ma un doppiato ti ha fatto cadere. Cos’è successo?

“La prima ora della gara è andata molto bene, nonostante l’inizio sotto la pioggia. Stavo lottando per il podio con Kawasaki  e Yamaha. Mi sono fermato abbastanza presto per montare  le slick,  era la strategia giusta. Così siamo rimasti per qualche giro al comando. Dopo la prima ora un pilota molto lento non si è accorto che stavo arrivando. Non mi ha visto e ha fatto un errore: ha visto le bandiere blu e ha guardato dalla parte sbagliata. Si è allargato ma io ero proprio lì, mi ha colpito e sono uscito di pista. Sono andato a cercarlo ma è un bravo ragazzo, non ho fatto problemi. Però la nostra gara era andata. Abbiamo perduto cinque giri e in quella gara vanno tutti troppo forte per recuperare. Siamo tornati su, ma ormai la possibilità del podio era sfumata.”

E’ in questo incidente che ti sei rotto due costole?

“Sì. Durante la gara sentitvo male  ma forse a causa dell’adrenalina, non pensavo fosse rotto. Mi sono fatto male anche alle gambe, ma erano solo lividi. Per le costole, ho pensato che fosse uno strappo o qualcosa del genere, quindi sono uscito e ho guidato un’altra ora. Ma il dolore era molto forte, per questo ho fatto solo due turni durante le 8 ore. “

Come tester Suzuki MotoGP hai in programma: Barcellona, Brno e Motegi. Come sei riuscito a correre a Brno con due costole rotte?

“Ho sofferto tanto, non è stata un’esperienza grandiosa. Venerdì avevo molto male, e sabato mattina ho sofferto molto durante la FP3. Li ho capito che c’era qualcosa di rotto, perché faceva troppo male perchè fosse solo una contusiione. Ho fatto una radiografia e abbiamo visto immediatamente due costole rotte. Sapevo perché stavo soffrendo! Ma non volevo mollare, una wild card in MotoGP non è una cosa che capita tutte le domeniche. Volevo correre a tutti i costi e in  Clinica Mobile mi hanno aiutato con antidolorifici. Finalmente ho potuto fare una gara non male. “

E il test del lunedì?

“Abbiamo avuto un programma di test impegnativo. Ho fatto circa quaranta giri per completare il nostro programma.”

Quali sono i punti di forza della Suzuki rispetto ai concorrenti?

“In MotoGP adesso se la giocano per centesimi, l’equilibrio è così alto che le cose cambiano in fretta da un circuito all’altro. Direi che in generale la Suzuki è una moto omogenea. È una moto che funziona bene ovunque e molto bene su alcuni circuiti. La sua omogeneità fa sì che anche quando si è in difficoltà non si è mai lontani dalla vetta.”

Suzuki ha già fatto quattro podi quest’anno, per cui nel 2019 non avrà più concessioni. E’ un problema grosso?

“Non ci sarà problema. Suzuki è un produttore leader della categoria MotoGP. La Suzuki è stata a lungo la moto da battere, ai tempi della 500GP, e anche  dopo il rientro nel 2015 sono andati forte. Suzuki è uno dei più grandi Costruttori della MotoGP, quindi le concessioni non ci interessano. Il 2017 è stato un anno difficile, ma anche quest’anno non abbiamo davvero bisogno di concessioni.Magari  può diventare perfino un vantaggio.”

Come aiuti a sviluppare una moto che si adatti ad Alex Rins, Andrea Iannone e Joan Mir?

“Lo sviluppo per un produttore leader è costante. Le differenze non sono mai enormi e in realtà stiamo lavorando su particolari marginali. Il mio compito principale non è quello di andare in vicoli ciechi o direzioni che vanno contro la politica del piccolo miglioramento.. Oggi nessuno sta facendo rivoluzioni. C’è un regolamento e stiamo lavorando a lungo termine, su particolari piccoli. Quindi non sviluppo la moto per questo o quel pilota.  Io faccio un  lavoro che dia vantaggi  in generale, in modo che la moto sia più equilibrata possibile. Non facciamo voli pindarici per rendere la moto migliore per un pilota o l’altro. Lavoriamo in modo che la GSX-RR sia molto efficiente in mano a chiunque la guida”.

Lunedì dopo il test, Alex Rins ha detto di aver apprezzato il tuo giudizio sul telaio in fibra di carbonio. Porta progressi reali?

“Sì, è uno sviluppo su cui stiamo lavorando da diverso tempo. È stato qualcosa che ho trovato interessante, quindi abbiamo continuato a sviluppare questa idea. Quando Suzuki, il team di test e io stabiliamo che potrebbe esserci un miglioramento da qualche parte come il telaio con la parte in carbonio, continuiamo a lavorarci su, e per me è stata una soddisfazione perché è qualcosa che mi  è piaciuto subito. I due piloti l’hanno ora adottato perché dà loro un vantaggio, ed è soddisfacente notare che i due piloti confermano le nostre indicazioni di lavoro”.

A Motegi durante i test hai guidato con una temperatura d’asfalto di 65°C. Com’è guidare una MotoGP in quelle condizioni?

“Fa sempre caldo in questo periodo dell’anno in Giappone. A luglio è la fine della stagione delle piogge ed è quando arriva davvero il caldo. Anche alla 8 Ore in genere trovi condizioni caldissime, ma quest’anno un tifone ha cambiato le cose portando 3-4 giorni di pioggia non-stop. C’è stata perfino un’inondazione. La settimana seguente i record di temperatura sono stati battuti e abbiamo fatto un test molto caldo a Motegi con un’umidità enorme, un po ‘come il GP della Malesia, ma con 10°C  in più! Le condizioni erano incredibili ed estreme, ma abbiamo fatto un buon test. La moto funziona bene quando fa molto caldo. (sorride)»

Qual è il tuo programma per il 2019?

“Per il momento non è ancora stato annunciato, ma presto lo saprete. Quello che abbiamo costruito con Suzuki in un anno e mezzo di lavoro mi è piaciuto molto. Il mio programma sarà presto definito al 100%.”

Leggi qui l’articolo originale su Paddock-GP

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