MotoGP: Danilo Petrucci strizza l’occhio ad Aprilia “L’ambizione è quella”

Il ternano conferma a La Gazzetta dello Sport che sarà l’ultimo anno in Pramac e forse in Ducati. L’altra marca italiana approdo ideale?

La Gazzetta dello Sport in edicola martedi 23 gennaio dedica una pagina intera a Danilo Petrucci che si sta allenando forte (“Ho perso quattro chili”) per preparare  una stagione MotoGP che promette molto. Il pilota ternano parla anche di futuro e conferma che sarà l’ultima stagione in Pramac Racing, e forse con la Ducati. Ecco alcune parti dell’intervista di Paolo Ianieri.

Domenica a Sepang inizia un anno importante.

«Così importante che il 2019 è iniziato prima del 2018. Ho letto sulla Gazzetta che sono già licenziato, che arriverà Bagnaia al mio posto. A parte gli scherzi, Paolo Campinoti (proprietario Pramac; n.d.r.) e io ne eravamo coscienti: lui mi ha tirato fuori dagli inferi, ma sapevamo che questo sarebbe stato l’ultimo anno assieme, il ciclo si sta completando. È anche il senso del progetto Pramac. Io ho un contratto con Ducati, ho un’opzione che scade a giugno per entrare nel team ufficiale, altrimenti sarò libero».

Il suo nome è comunque sul taccuino di molti: Aprilia, Ktm…

«Nel 2017 la tentazione di andare in Aprilia è stata forte, diventare pilota di una casa italiana mi allettava molto. Ma non volevo finire da separato in casa. Però dopo 7 anni in MotoGP l’ambizione è quella».

Pensa di avere possibilità?

«Il sogno è quello, ma credo che tutto si deciderà alle prime gare e non trovo sia molto giusto: se firmi dopo 3 GP, gli altri 15 li corri con una motivazione diversa. Quanto successo a Folger forse dipende anche da questo, è un mondo che mette addosso molta pressione».

Cosa si aspetta dal 2018?

«Di ripetere nel bene quanto mi è riuscito nel 2017, ma con meno bassi. Ci sono state gare nelle quali non ho capito i problemi che il mio stile di guida causava. A me piace guidare di traverso, ma le Michelin sono delicate e l’ho pagata. Un anno fa ero preoccupato non sapendo se sarei riuscito a fare quel passo necessario per essere tra i migliori. Ora lo sono molto meno. Non mi metto tra chi può vincere il Mondiale, ma vorrei conquistare quella vittoria sfiorata due volte…».

In Ducati non si nascondono.

«Dovizioso nel 2017 ha fatto la differenza andando sempre forte e seguendo la propria strada, soprattutto all’inizio quando i favori sembravano esser tutti per Lorenzo. Jorge è cresciuto, sarà temibile».

Faccia un nome.

«Marquez resta l’uomo da battere. Non so se è lui ad avere qualcosa in più di tutti noi o la combinazione moto-pilota. Ma so che io non riesco, come fa lui, ad andare a cercare quasi scientemente la caduta per avvicinare al limite. La mia testa non mi ci porta».

 

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