MotoGP: Danilo Petrucci “Honda HRC aveva cercato anche me”

Dopo una vita da gregario il ternano entra nel team ufficiale Ducati affiancando Andrea Dovizioso. Ecco cosa ne pensa

Danilo Petrucci diventa pilota ufficiale Ducati 2019 e parla a ruota libera nell’intervista di Paolo Ianieri pubblicata su La Gazzetta dello Sport in edicola giovedi 7 giugno. Ecco il succo.

«Domenica (al Mugello, ndr)  dopo la gara mi sono trovato nel camion con Ciabatti, Vergani e Dall’Igna e la prima parola di Gigi è stata “benvenuto”. Ho capito di avercela fatta. Era un sogno, ho fatto di tutto perché diventasse realtà».

Cos’è per lei la Ducati?

«La Ferrari delle due ruote, ogni italiano da piccolo sogna di guidarla. È un grande onore. E un onere. È la storia della moto, i miei nonni ne avevano una, papà, i miei amici… Papà lavorava con Pileri che era sponsorizzato Phillip Morris: ho sempre sognato il rosso».

Ne ha fatta di strada.

«Nel 2011 correvo l’italiano e la coppa del mondo Superstock con il team Barni. C’era da sviluppare la 1199 Superbike e Superstock e lo chiesero a me. Un bagaglio di esperienza incredibile. A volte giravo assieme alle MotoGP, iniziai a farmi conoscere».

Poi che è successo?

«Nel 2012 l’ingegner Preziosi organizzò un test con me, Iannone, Pirro e Redding, si parlava dello junior team Pramac, invece presero Iannone e Spies, che era a piedi e spinto dalla Dorna. Mi proposero il ruolo di collaudatore, dissi no, avevo 21 anni e volevo fare il pilota. E iniziai con le Crt».

Nuova occasione nel 2014.

«La Pramac tornò a cercarmi, pensavano pure a Zarco, che però vinto il titolo preferì restare in Moto2. Avevo due offerte Superbike, ma a settembre Francesco Guidotti mi chiamò, e anche se non mi davano niente, accettai».

Perché questa volta ha firmato per un solo anno?

«La Ducati aveva questa opzione. Credo vogliano vedere come mi comporto. Ma per me non cambia niente. Se andrò bene, sarà solo loro interesse confermarmi. E allora ne discuteremo liberamente».

Con Dovizioso si ricompone una coppia italiana.

«Anche Dovi è stato uno dei miei sponsor, mi ha voluto. Insieme possiamo creare qualcosa che gli altri non hanno, ovvero una squadra davvero squadra. Poi in gara ognuno se la gioca, ma saremo grandi alleati per far crescere la moto».

Sorpreso da Lorenzo?

«Un po’. Ha fatto una scelta coraggiosa. La Honda aveva cercato anche me, mi voleva la parte europea, ma i giapponesi cercavano un’alternativa e Lorenzo è una scelta naturale. Con Marquez sarà una bella sfida tra due galli nel pollaio».

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