MotoGP Austin: Alla Ducati spuntano le ali

Ducati monta le ali per trovare il bandolo della matassa su un circuito sempre ostico

La morfologia scorrevole e in stile stop & go del tracciato di Austin ha spinto Ducati a montare le carene aerodinamiche sulle Desmosedici dei team ufficiali e satelliti. La soluzione alata scartata in Qatar e Rio Hondo si è resa necessaria sul COTA per trovare più stabilità sull’avantreno per chiudere meglio le curve e trovare una più grintosa accelerazione dopo le brusche frenate di cui è costellato il tracciato texano.

IMPENNATA – La GP18 ha un telaio evoluto rispetto all’anno scorso caratterizzato da molta più flessibilità, al fine di migliorare la percorrenza di curva, ma il risvolto della medaglia è una maggiore tendenza all’impennata sui rettilinei. Finora Jorge Lorenzo non ha potuto usufruire delle ali, ha invocato una soluzione per tenere a bada il motore troppo nervoso e l’occasione ‘coatta’ è il GP di Austin. Per i tecnici di Borgo Panigale è una corsa contro il tempo (e il meteo) per trovare il giusto bilanciamento e il setup ideale per calibrare la moto aerodinamica in questo suo esordio stagionale.

STABILITA’ – L’adozione delle ali da parte di Andrea Dovizioso, solitamente restio a questa scelta che poco si addice al suo stile di guida, la dice lunga sulla necessità di trovare maggiore stabilità all’anteriore sul difficile circuito di Austin, tradizionalmente favorevole alla Honda che sviluppa le moto a Motegi, un circuito ricco di frenate e ripartenze che lo avvicina a quello americano. “La Ducati ha qualche problema come previsto. Perché qui abbiamo alcune curve, dove non devi rallentare, dove giocare solo con il gas – ha spiegato il forlivese -. Normalmente abbiamo dei vantaggi alla massima potenza, ma puoi usarli davvero solo in quarta, quinta o sesta marcia. Ma qui l’area in cui guidiamo dalla quarta alla sesta marcia è troppo corta”.

SALITA – All’ingresso dei rettilinei la Desmosedici perde decimi preziosi rispetto alle avversarie a causa delle impennate. Nella prima e nell’ultima sezione, dove non si frena bruscamente, si perde velocità. Le alette possono essere di aiuto, ma fanno perdere agilità negli altri settori che richiedono cambi di direzione repentini. Le gomme non sembrano venire in aiuto in termini di aderenza e la presenza dei dossi complica ulteriormente la situazione della Ducati in questo week-end che si preannuncia tutto in salita. Il lavoro dei tecnici si focalizzerà su forcelle e sospensioni per cercare di mettere una pezza ai problemi della GP18 che qui vengono a galla. In attesa di approdare su circuiti più favorevoli.

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