MotoGP: Aprilia, i piedi nelle nuvole?

“Siamo da top 5” promettono i dirigenti di Noale. Sarà l’anno del decollo RS-GP?

Ennio Flaiano diceva una cosa molto condivisibile: «la parola serve a nascondere il pensiero, il pensiero a nascondere la verità. E la verità fulmina chi osa guardarla in faccia». Alzi la mano chi non è tifoso di Aprilia. Perché, onestamente, la Casa italiana ha un pedigree di razza purissima, di cui essere orgogliosi: nel recente passato ha saputo sconfiggere la concorrenza giapponese quando il solo pensarci ti avrebbe fatto desistere. (qui le dichiarazioni ufficiali)

RICONOSCENZA – Il motociclismo deve tantissimo alle GP di Noale: un’infinità di campioni di casa nostra sono diventati leggende del motomondiale. Il motorsport però non è nostalgia; ci piace pure Romano Albesiano, persino quando tutti gli anni ci ripete che stavolta è la volta buona. E noi gli crediamo sempre, perché lui e Aprilia ci sono simpatici. Però, a margine della presentazione ufficiale, finiti i discorsi, a luci spente, qualche considerazione agrodolce ci sia concessa. Non ce ne voglia, Presidente Colaninno, se quando lei parla di «futuro magico» noi pensiamo al «presente incerto». Tra poco più di una settimana incomincia il mondiale, ma il vero potenziale di Aprilia ancora non si è manifestato. A meno che non vogliamo – e non vogliamo! – credere che il livello delle moto venete sia quanto visto durante i recenti test del Qatar. Ecco perché le dichiarazioni ufficiali, nel grande giorno della presentazione del team MotoGP, stridono: «puntiamo a stare stabilmente con entrambi i piloti nei primi 10, in qualche occasione nei 5».

ASPIRAZIONI – Sarà pure così, però il cronometro a Losail ha detto un’altra cosa. In breve: che i competitors sono più avanti. Non abbiamo visto ancora tutte le novità, manca all’appello la nuova carena “triplana”, il forcellone in carbonio, e anche il nuovo telaio è tutto da scoprire. In ogni caso, la strada appare in salita. Il reparto corse italiano, orgoglio del gruppo Piaggio, è figlio di un budget che non ha certo le disponibilità di KTM e della Red Bull. In una recente intervista rilasciata a speedweek.com, l’ingegnere piemontese a capo del progetto MotoGP della Casa veneta ha dichiarato: «non penso che ci abbiano battuto – siamo stati più veloci in ogni gara. Ma abbiamo avuto così tanti risultati negativi, molti dei quali per sfortuna. Apprezzo molto quello che ha fatto KTM. Ma la nostra moto era ad un livello superiore al loro l’anno scorso. La nostra moto era più veloce, come abbiamo spesso dimostrato. Per quanto riguarda i punti, ci hanno battuto, giusto. Se vuoi pensare in questo modo, puoi farlo».

PUNTEGGIO – Incalzato dal giornalista Ivo Schutzbach che, incredulo, gli ha ricordato che i campionati li hanno inventati per stabilire chi segna più punti, Albesiano ha risposto di non essere contento per il risultato della scorsa stagione, ma che in linea di principio avevano gareggiato tutto l’anno con un solo pilota. La faccenda s’ingarbuglia. Aprilia, che ha vinto 3 mondiali in SBK in cinque anni, ha puntato tutto sulla MotoGP. Risultato? Ha smesso di vincere in superbike finendo tra i rincalzi e non ha mai brillato nel mondiale prototipi. A chi giova? Non è dato saperlo. Forse l’importante è esserci, nonostante tutto. A costo di combattere ad armi impari nell’agone più difficile, dove persino il gigante austriaco sta incontrando più difficoltà del previsto. Eppure noi continuiamo a tifare Aprilia. Perché, come diceva Flaiano, gli italiani hanno i piedi saldamente piantati nelle nuvole.

Fotoservizio di Marco Serena

MotoGP Aprilia: le dichiarazioni ufficiali alla presentazione

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