Memorabilia: Portatevi a casa la tuta di Tetsuya Harada

Un nuovo servizio esclusivo per i nostri lettori, che potranno acquistare pezzi di storia del motociclismo. Ecco come

Tetsuya Harada
Tetsuya Harada
Tetsuya Harada
Tetsuya Harada
Tetsuya Harada and Loris Capirossi
Tetsuya Harada of Japan and Aprilia Racing
Ralf Waldmann, Massimiliano Biaggi and Tetsuya Harada
Tetsuya Harada
A portrait of Tetsuya Harada of Japan and Aprilia Racing

Un nuovo servizio per i nostri lettori: periodicamente metteremo in vendita pezzi di storia del motociclismo, memorabilia di particolare valore sportivo ed emozionale, provenienti dalle collezioni di tutto il mondo. Per approfittarne basterà scrivere alla nostra mail, e vi metteremo in contatto diretto con il venditore.  Partiamo da un pezzo di storia Tetsuya Harada, campione del mondo della 250GP.

TALENTO – Era l’anno 1993 quando la Yamaha decise di portare una giovane promessa del Sol Levante a gareggiare nel Campionato del Mondo della classe 250. Si presentò come il pupillo degli ingegneri Yamaha: sempre al suo fianco c’erano Ken Suzuki, telaista, ed Ichiro Yoda (attuale capo delle corse Kawasaki), per la parte motoristica. Lo descrivevano come pilota con una sensibilità fuori dal comune, Tetsuya sentiva ogni click di precarica delle sospensioni ed era dotato di quel talento naturale che solo i campioni possiedono.

CARATTERE – Taciturno con gli europei, si presentò con un nutrito stuolo di coriacei piloti giapponesi, l’indimenticato Wakai San, Nobuatsu Aoki, Tadayuki Okada. Portava il numero 31, lo si riconosceva per le sue traiettorie magistrali, strette ed a pennello, caratteristica che ha segnato quell’epoca di motomondiale mondiale. Era nato il 16 Giugno 1970, classe cristallina, talento naturale, ben presto fece venire i capelli grigi all’ora compagno di squadra Pier Francesco Chili, che era il candidato principale alla conquista del mondiale 250.  Eh si, il giapponese all’esordio mondiale 28 Marzo 1993 ad Eastern Creek  si presentà vincendo la gara d’esordio nonostante una Yamaha palesemente in difficoltà nei rettilinei. I piloti giapponesi erano devoti verso il proprio datore di lavoro, mai una parola fuori posto. Seconda gara a Shah Alam in Malesia, “il giallo”, come era definito nel paddock, terminò al secondo posto. Si presentò carico alla gara di casa vincendo nella sua Suzuka e diventando un autorevole pretendente al trono, tanto da vincere anche a Jerez de la Frontera, dove un pianto liberatorio sul podio segnò il weekend della triste e tragica scomparsa dell’amico Wakai.

DIFFICOLTA’ – Yamaha soffriva i circuiti veloci, a Salisburgo ed Hockenheim due sesti posti riaccendono le speranze degli avversari che vedono nel nostro Loris Capirossi l’antagonista principale per la lotto al titolo. Nella cattedrale olandese di Assen, Tetsuya è secondo dietro a Capirossi, momento cruciale della stagione, il giapponese subisce un ritiro a Catalunya, un terzo posto a Mugello ed una caduta a Donigton.  Lui è un giapponese di ghiaccio, non lascia trasparire emozioni, sempre in compagnia di quella che diverrà la moglie Miyuki. Porta a casa un sesto posto a Brno dove la TZ250M subisce i saliscendi cechi, un altro ritiro a Misano ed un quinto posto a Laguna Seca. Il grande finale è il 26 Settembre 1993 a Jarama, unica possibilità: vincere.

SPAREGGIO – Tetsuya guardingo nelle fase iniziali si scalda ed inizia una rincorsa forsennata verso l’unico risultato possibile. A suon di giri veloci si porta alle spalle di Capirossi, il romagnolo subisce la pressione ed arriva lungo. Harada è il diavolo in pista, lo stesso che lo rappresenta sul casco: travolgente, determinato, pulito, ma soprattutto spietatamente  lucido, affonda il colpo decisivo su Loris Reggiani, il quale dirà al termine della gara che non ha mai visto nessuno pilota guidare in quel modo!  Tetsuya Harada 197 punti, campione del mondo classe 250 all’esordio con quattro vittorie, Capirossi secondo con 193 punti e tre vittorie.

EPILOGO – Abbiamo voluto raccontare la storia di un campione che è sempre rimasto riservato dentro e fuori la pista, ha raccolto probabilmente meno di quello che era il suo talento naturale, due volte vice campione del mondo (1995-2001); famosa è diventata la tamponata di Capirossi che gli ha tolto il mondiale 250 in Argentina nel 1998, nonostante ben quattro ritiri nel corso del campionato.  Nel 1999 esordio in 500 con la bicilindrica Aprilia, capace del podio al Paul Ricard ed a Donington chiude il mondiale con il decimo posto. Epocale il record della pista al Mugello 1.52.454, tempo che ha resistito sino al 2001.Conclude la carriera in sella alla Honda NSR500 gommato Dunlop, uno sprazzo del suo talento ce lo ha fatto vedere a Donigton, terzo tempo in qualifica, il 2002, l’anno d’inizio dell’epoca delle quattro tempi coincide con il termine della carriera del Tetsu. In tutto ha disputato 145 GP, vincendone ben 17, con 55 apparizioni sul podio e 21 pole position all’attivo.

DATI TECNICI OGGETTO IN VENDITA 

Tipologia: tuta in pelle
Pilota: Tetsuya Harada (Giappone)
Anno: 2002
Categoria: MotoGP
Moto: Honda NSR500
Marca tuta: Axo
Stato di conservazione: ottimale
Spedizione: corriere espresso, in tutto il mondo
Costo: 2000 € (tasse comprese)
Per info e acquisto: info@corsedimoto.com

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