Memorabilia: Aspes Yuma 125, la fabbrica dei campioni

Con il nostro sito puoi portarti a casa pezzi di storia del motociclismo. Ecco la piccola 125 che ha svezzato fior di campioni

Nel settembre scorso è partito un nuovo servizio esclusivo per i nostri lettori.  Periodicamente metteremo in vendita pezzi di storia del motociclismo, memorabilia di particolare valore sportivo ed emozionale, provenienti dalle collezioni di tutto il mondo. Abbiamo cominciato con una tuta da gara di Tetsuya Harada, indimenticabile iridato della 250. Stavolta vi proponiamo una moto completa: Aspes Yuma 125,  versione monoscocca. E’ un pezzo perfettamente restaurato e funzionante, di colore rosso. per acquistare la moto che potete vedere nella gallery,  basta scrivere alla nostra mail: info@corsedimoto.com e vi metteremo in contatto diretto con il venditore.

FABBRICA DI CAMPIONI – Con questo modello si correva il Trofeo Aspes Yuma, una formula monomarca partita nel 1977 che si disputava in circuito e nelle gare di velocità in salita. Grazie ai costi contenuti, il Trofeo Aspes Yuma diventò culla di tantissimi campioncini in erba, poi sbocciati negli anni ’80. Il più celebre è Loris Reggiani, che anni fa ha fatto follie per ritrovare e assicurarsi la “sua” Yuma 125. Per darvi idea dell’atmosfera che si respirava in quegli anni, pubblichiamo  un capitolo del libro “Trofeo Aspes Yuma, la fabbrica dei campioni” dello storico Maurizio Mazzoni. L’opera ripercorre vicende, personaggi, curiosità di questa pagina di motociclismo. Qui per acquistare il libro

Nella seconda metà degli anni ’70 il serbatoio dei giovani piloti italiani si stava depauperando, indebolito dai costi sempre maggiori che le moto “sport”, destinate all’attività dei piloti junior, richiedevano. Ma all’inizio del 1977 Michele Verrini, appassionato e profondo conoscitore dell’ambiente sportivo motociclistico ed all’epoca direttore commerciale Aspes, propose la creazione di un trofeo monomarca destinato alle brillanti Juma 125 della casa lombarda, proposta che dopo lunghe esitazioni la riluttante FMI, forte dell’eccezionale palmarés di titoli mondiali conquistati, finalmente approvò.

Il Trofeo si sarebbe sviluppato su 8 prove, 6 in circuito e 2 in salita, e le moto sarebbero rimaste praticamente di serie, potendo godere solo di piccoli accorgimenti di messa a punto sull’assetto e la carburazione, il che permetteva di tenere contenuti i costi. Ben 84 furono gli iscritti alla prima stagione, con tanti giovanissimi a confrontarsi con piloti più esperti.

Il battesimo del trofeo avvenne il 19 giugno 1977 sulle veloci curve della salita Poggibonsi-Castellina in Chianti. Non fu un parto indolore perché il CSD federale, Baldini, forte del fatto che il RP della manifestazione approvato non prevedeva la speciale categoria del Trofeo Aspes, si rifiutava di far partire le Juma. Fu solo dopo lunghe ed estenuanti trattative che Verrini riuscì a far accettare le Juma, però solo inserendole nella classe 125 Sport, dove le moto del trofeo apparivano decisamente chiuse nel pronostico non solo dalle Morbidelli-MBA, ma anche dalle Yamaha e Italjet bicilindriche e dalle Harley omologate, e preparate, per la categoria Sport, affidate fra l’altro ai migliori specialisti della montagna.

Invece, fra la sorpresa di tutti, ben tre Juma Trofeo strapparono sulle colline del Chianti i primi tre posti di classe alle costosissime Sport e, beffa ancora più dolorosa, anche i premi in denaro previsti per la categoria!

Forte dei suoi due titoli di campione italiano della montagna conquistati nel 1974-75, il fiorentino Guido Valli, al rientro alle gare dopo una lunghissima assenza a causa di un terrificante incidente al Mugello, si imponeva nettamente alla media di oltre 107 km/h. Se Valli era un nome già noto alle sue spalle si classificava il diciassettenne Stefano Ferretti, all’esordio assoluto in gara,con la moto regalatagli dal padre ed assistita dallo sfortunato campione riminese Giuseppe Kocis Elementi, che precedeva l’aretino Gianfranco Sabatini. La gara d’esordio proponeva così ai primi posti proprio quei piloti che avrebbero convluso nella stessa posizione il Trofeo 1977.

La prima delle macchine Sport, la Morbidelli bicilindrica di Bruno Vasetti, uno dei piloti più forti del panorama delle salite, pagava nell’occasione ben 2”2 al vincitore, lasciando l’avvilito Vasetti con l’amaro in bocca sia per il mancato successo sportivo che per i premi sfuggitigli di mano. (Maurizio Mazzoni)

Per acquistare l’Aspes Yuma 125 in vendita scrivi a info@corsedimoto.com 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy