Mattia Pasini: “Io non mollo”

Il pilota riminese è ancora in cerca di un posto in Moto2. “Piuttosto che smettere corro nel cross!”

La notizia di una sua possibile esclusione dalla griglia Moto2 nella prossima stagione ha destato scalpore. Il simpatico pilota romagnolo  ci ha svelato alcuni piani per il futuro, condividendo con noi le perplessità riguardo al futuro, senza però rinunciare alla speranza di giocarsela fino in fondo. Mattia, uno dei più amati protagonisti della middle class, ha appena terminato la 100KM dei Campioni al Ranch di Tavullia. In pista con tutti i ragazzi dell’Academy, secondo dietro al padrone di casa, Valentino Rossi. Partiamo da questa esperienza per passare in rassegna assieme al #54 il futuro di una categoria da sempre in cerca d’autore. Il “Paso”, senza nascondersi, si dimostra pilota d’altri tempi con una punta di ruvidezza sincera che lo avvicina ai tifosi come pochi altri nel paddock.
Mattia, prima di tutto una curiosità: al “Ranch” fu vera gara, oppure un’esibizione tra amici?
« (ridendo) No, no! È stata gara vera, altroché. Nessun pilota scende in pista per fare secondo. Siamo amici, è vero, ma siamo anche avversari».
Le tue motivazioni sono sempre al massimo?
«Sì. Io non smetto di allenarmi. Non l’ho mai fatto in passato, non inizierò adesso. Anche se la situazione è obiettivamente complicata».
Qual’è il problema principale? Il budget? La squadra?
«Il posto in griglia! Sono riuscito a mettere a posto quasi tutti i tasselli del puzzle, ma il posto in griglia per il 2019 in Moto2 non lo puoi inventare, purtroppo».
Proprio nell’anno del grande cambiamento, col regolamento tecnico della Moto2 in evoluzione, il campionato rischia di perdere uno dei protagonisti più amati.
«Non dipende da me. Forse da nessuno, ma certo non da me. Voglio correre, sono convinto di poter dire la mia. Ho fatto grandi gare, il pubblico si è divertito a vedermi girare. Forse per questo sento ancora di più la delusione».
Hai parlato di meritocrazia. Ha davvero senso nel motociclismo?
«Il mio punto di vista è sempre legato al merito; il merito, per un pilota, è determinato solo dai risultati che porta a casa. Dovrebbe essere questo il criterio che ti permette di andare avanti. In questo senso credo che, avendo in ogni caso fatto vedere quanto valgo, non intendo scendere a compromessi».
Credi che la Moto2 abbia le carte in regola per un rilancio?
«Io la vedo come una categoria altamente formativa. Chi è andato bene in questa classe, ha dimostrato di saper andare forte anche in MotoGP o altrove. È competitiva, ci sono belle battaglie. Nella prossima stagione i cambiamenti regolamentari esalteranno ancora di più le caratteristiche di guida, il valore del pilota. Sarebbe davvero bello essere della partita».
D’accordo, le possibilità sono poche. Ma ti è stata proposta almeno la MotoE ?
«Non sono interessato a questa classe».
Se non riuscirai a trovare un’adeguata collocazione, ti metterai a riposo?
«(ride) Ma scherzi?! Piuttosto mi dedico al cross!»
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