Marc Marquez: “Correre la Dakar? Mi farei male…”

Il sei volte iridato ospite di TVE per commentare la sesta tappa del rally raid più famoso

Marc Marquez è stato ospite di TVE per commentare la sesta tappa della Dakar 2018. “Seguo tutto ciò che è motore e benzina. Partecipare? Vorrei farlo su una moto, è la mia disciplina, ma penso che mi farei male”.

El Cabroncito è uno specialista sull’asfalto liscio e regolare, senza sorprese, su un percorso ripetitivo. Non certo una situazione semplice quella della MotoGP, dove si corre a velocità sostenute sprigionando i 270 CV di potenza dei prototipi a due ruote. Ma la Dakar è puro spirito di avventura, una delle gare più difficili e affascinanti del motorsport cui Marquez potrebbe decidere di parteciparvi solo fra molti anni, magari a carriera finita. “Bisogna prepararsi per molti anni, acquisire esperienza, se no può crearti molto danno, puoi salvare uno o due volte, ma non sempre”.

A stuzzicare l’ammirazione del sei volte campione del mondo è lo spirito di sacrifico dei piloti. “È stanchezza fisica, ci si alza presto, si dorme poco, vedo gli orari e non mi vanno bene, devono dormire cinque ore… ma se devi andare in moto è bello, se devi andare a scuola non è possibile”, scherza il pilota di Cervera. Nella Dakar non è solo questione di velocità, come nella classe regina, ma soprattutto concentrazione, capacità di leggere la “road book” e coordinare vari dettagli.

I suoi piloti preferiti? Carlo Sainz, un compagno di vecchia data. “Lo conosco, non si fermerà, so che ci proverà fino in fondo”. Il madrileno ha vinto la sesta tappa lasciandosi alle spalle il compagno di squadra Stéphane Peterhansel. “Ordini di scuderia? Sono due galli nello stesso pollaio, non credo”.

Marc Marquez stravede anche per la catalana Laia Sanz, colpita da un virus intestinale durante le prime fasi della Dakar, ma capace di stupire nonostante gli acciacchi di salute. “Ogni anno ci sorprende di più, è capace di fare tutto. Sarà nella top 10 sicuro, se tutto le va bene nella top-5, so che lei è capace, ha molta tecnica anche se non lo dirà mai, ma dico anche che la rivelazione quest’anno è Oliveras, che carriera sta facendo!”.

Ma gli occhi del campione sono puntati anche su Joan Barreda, lo spagnolo della Honda che si è aggiudicato la seconda tappa e milita nei piani alti della classifica generale. “So che la Honda non vede l’ora di vincere la Dakar ed è per questo che scommettono forte su Joan. Spero che vincano quest’anno, e se non può essere lui, spero sia la Honda di Kevin (Benavides)”.

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