Manuel Poggiali torna al Motomondiale: “Ecco come e con chi”

Il Campione del Mondo 125cc e 250cc Manuel Poggiali parla delle attività svolte quest’anno e della nuova esperienza che vivrà. L’intervista completa.

Manuel Poggiali è uno di quei piloti che qualsiasi vero appassionato di motociclismo ha nel cuore. Vuoi perché è stato Campione del Mondo delle classi 125cc (2001) e 250cc (2003), vuoi per le sue vittorie e i suoi podi, vuoi per la sua storia…Chiunque segua il motociclismo non può non ricordarsi di lui, l’uomo capace di portare sul tetto del mondo la piccola Repubblica di San Marino.

Poggiali ha lasciato il Motomondiale nel 2008 e da lì in avanti si è impegnato su più fronti. Tra questi sono ovviamente rimaste le corse, tant’è che l’ormai 35enne sammarinese ha anche corso nel CIV Superbike nel biennio 2013/2014, per poi provare quest’anno a partecipare alla 24 Heures Motos di Le Mans. La “quasi partecipazione” alla storica competizione del Mondiale Endurance, sfumata per ragioni che ricorderemo in seguito, è solo una delle tante attività che lo hanno coinvolto quest’anno.

Lo scorso weekend Poggiali era a Misano per seguire il giovane Eugenio Generali, impegnato nella Yamaha R3 Cup, e lì abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere. Gli argomenti di cui abbiamo parlato sono stati poi approfonditi nell’intervista che Manuel ci ha rilasciato poco dopo, in cui si parla di questa stagione, del passato e anche del suo imminente ritorno al Motomondiale.

In quali attività ti sei impegnato quest’anno?

Sia dal punto di vista sportivo, sia da quello personale, è stata una bella stagione: ho lavorato con Ducati per i corsi di guida Ducati Riding Experience, ho partecipato a vari eventi per Michelin e ho portato avanti una bella collaborazione con Dainese, azienda con la quale ho sviluppato nuovi prodotti. Inoltre, ho seguito il giovane Eugenio Generali nel CIV Supersport 300 e nella Yamaha R3 Cup e ho intrapreso una nuova carriera col team Gresini Racing, per il quale ho seguito i piloti del CIV (quest’anno Nicholas Spinelli, Riccardo Rossi e Luca Gresini, ndr) e, occasionalmente, quelli del Mondiale.

Com’è seguire questi ragazzi?

Poter aiutare giovani piloti è davvero bello e soprattutto trovo molto stimolante capire come farli crescere, cosa non sempre facile. A volte bisogna approfondire bene il discorso per capire cosa fare, ma in generale mi trovo molto bene e spero di poter crescere in questo ruolo e di trasmettere i valori più importanti nel modo più immediato possibile.

Quante soddisfazioni ti hanno regalato Generali e i piloti del Gresini Racing Junior Team?

Tante. Abbiamo ottenuto podi e vittorie e siamo cresciuti molto sotto vari aspetti. Eugenio Generali è già molto competitivo, nonostante il 2018 sia stato solo il suo secondo anno di gare, e sappiamo già su cosa lavorare per andare ancora meglio il prossimo anno. Per quanto riguarda i piloti dello junior team Gresini, sono molto contento di come sono andati e abbiamo già diverse idee molto valide per il 2019. L’anno prossimo, infatti, continuerò a collaborare col team Gresini, ma con una novità molto importante…

Quale?

Sarò il coach dei loro piloti nel Motomondiale e in più aiuterò Fausto Gresini in qualsiasi situazione possa servire. Sono molto contento e spero di svolgere questo incarico nel migliore dei modi.

Tra i piloti di Gresini merita una menzione Riccardo Rossi, in procinto di passare al Mondiale Moto3.

Quest’anno Riccardo è cresciuto molto. Ha avuto una piccola flessione nella parte centrale della stagione, cosa che ha coinvolto l’intero team, ma nelle prime gare e nelle ultime è andato veramente forte. Abbiamo già visto insieme cosa migliorare per l’anno prossimo e durante l’inverno lavoreremo duramente affinché si faccia trovare pronto per la nuova avventura.

Torniamo a te: quest’anno avresti dovuto partecipare alla 24 Heures Motos di Le Mans col team Z Racing, ma qualcosa è andato storto. Ci parli di questa esperienza?

Mi è arrivata la proposta di Jacopo Zizza (capo e pilota del team Z Racing, ndr) e io l’ho accettata, anche perché era da un po’ che pensavo di provarci. A stimolarmi c’era anche il fatto di poter vivere questa avventura con una Ducati, anche perché nel Mondiale Endurance ce ne sono poche. Sembrava di poter affrontare la 24 Ore nel migliore dei modi, ma purtroppo abbiamo avuto molti problemi tecnici e questo ci ha penalizzati molto all’inizio. Quando questi problemi sembravano risolti del tutto, ho avuto un brutto incidente durante le prove del giovedì, di cui continuo a non ricordare nulla, e questo mi ha estromesso dalla competizione.

Parlando invece della tua carriera nel Motomondiale, puoi riepilogare i momenti più belli e quelli più tristi?

Sono stato sempre molto veloce e questo mi ha portato a vincere, arrivare nel Motomondiale e diventare Campione del Mondo in breve tempo: ho debuttato nel Mondiale 125cc nel 1999 e già nel 2001 ho vinto al titolo. Mi sono divertito molto negli anni più importanti della mia carriera, dove sono riuscito a sfruttare al massimo quello che avevo per essere competitivo, e come accade sempre ho avuto momenti molto buoni e altri negativi. Tra i momenti migliori ci sono la mia prima vittoria nel Motomondiale (a Le Mans nel 2001, ndr) e i due titoli, mentre tra i momenti brutti menziono la sconfitta contro Arnaud Vincent nel 2002 (quando non è riuscito a difendere il titolo in 125cc, ndr), la morte di mio padre durante la mia prima stagione nel Mondiale e la decisione di staccare dalle corse per un periodo (quando si ritirò nel 2008, ndr). Ho avuto una carriera breve, dato che ci ho corso per soli dieci anni, ma è stata molto intensa.

Concludiamo parlando della tua collaborazione con Dainese.

Sono sempre stato un pilota Dainese e sto collaborando con loro per sviluppare nuovi prodotti, i quali verranno svelati presto. Credo che la sicurezza sia sempre al primo posto e ritengo Dainese un’eccellenza unica in questo campo. Stiamo lavorando insieme per restare al passo coi tempi e presto verranno lanciate sul mercato alcune novità innovative.

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