Hicky blues

Peter Hickman è da pochi giorni il più veloce di sempre sui 60,6 chilometri del Mountain Course: 217,,989 km/h! Ecco chi è

Peter Hickman, il recordman del TT 2018, lo ha ammesso candidamente: «continuo a guardare e riguardare la statistica». Come se lui per primo stentasse a crederci. Difficile pensare che un numero possa ipnotizzare ma, che lo si voglia leggere in miglia orarie oppure in chilometri, resta un dato impressionante: 135,452 mp/h, ovvero 217,989 km/h, la media segnata all’ultimo passaggio. Quel giro incredibile nella categoria Senior, è stato celebrato in maniera trasversale: dagli appassionati ai giornalisti,dai piloti della MotoGP fino alle leggende della Superbike.

BRITISH SUPERBIKE – L’inglese è un pilota che gareggia stabilmente nel BSB e forse questo fatto ha contribuito ad azzerare le critiche di tutti quelli che pensano che al TT vadano forte solo i road racers. I super specialisti di questo tipo di competizioni. Hicky è un pilota che non ha certo scelto quel genere di carriera, preferendogli i circuiti tradizionali, ma dal 2014 ha accettato di confrontarsi anche sul Mountain. Mat Oxley, dalle colonne del suo blog su motorsportmagazine.com, parla di una scelta dettata inizialmente da motivazioni economiche che presto si è poi trasformata in qualcos’altro. Dev’essere vero: quando Hickman parla dell’Isle of Man la definisce “Isola Magica” e mostra orgoglioso i Manx trophies nel proprio motorhome. C’è sicuramente qualcosa di selvaggio nel suo correre al TT: neppure un’ora dopo la fine della gara si esibisce a ruote fumanti per il delirio dei tifosi e poi bacia un barilotto di birra “Trooper”, – quella prodotta dagli Iron Maiden, tanto per non correre il rischio di passare per mollaccioni – nel party organizzato per l’occasione.

FASCINO – Perché, si dica quel che si vuole, il Tourist Trophy lo si può anche odiare, ma non lascia indifferenti. Un pilota razionale come Miguel Oliveira, in un’intervista alla radio, ha stigmatizzato il Mountain pur riconoscendone il fascino: «se metti uno di questi piloti su un circuito tradizionale lui non avrebbe nessuna possibilità…Mi piacerebbe assistere alla corsa, perché è davvero roba da superuomini; stare su un muro e vedere una moto che sfreccia a 300 all’ora dev’essere fico, ma non sarei curioso di stare al posto dell’uomo che pilota quella moto». A stupire piuttosto è Cal Crutchlow – uno che non si fa problemi ad ammettere di non utilizzare la moto al di fuori dei circuiti – quando a TT appena terminato, dice: «che gara incredibile c’è stata oggi al Senior. Sono assolutamente stupito di quello che fanno tutti i piloti, ma il testa a testa tra Hickman e Harrison è stato qualcosa di incredibile. Ben fatto ragazzi».

FOGGY RULEZ – Crutchlow, a differenza di Oliveira, ha ammirato non solo il coraggio, ma pure la capacità di Hickman – e di tutti gli altri – a tenere un ritmo di gara forsennato. Un ragionamento da pilota a pilota: dalla MotoGP al TT. Cal però non è il solo a essere rimasto stregato dal fastest lap di Hicky; persino sua maestà Carl “King” Fogarty, non ha dubbi: «Wow! Questa sì che è stata una gara di Senior! Dacci sotto Hickman, ragazzo». Non male per uno che ha appena pubblicato “Il mondo secondo Foggy”, una sorta di distillato della vita secondo un racer: da Foggy ti aspetteresti piuttosto una cosa del tipo “i’m the best, fuck the rest”, non certo un omaggio al giro a vita persa di Hicky. Invece  no. Fogarty non ha neppure l’alibi di parlare per sentito dire: l’inglese ha vinto tre volte al Mountain, e nel 1985 trionfò come miglior debuttante nella categoria Lightweight. Nel 1992, dopo un epico duello con Hislop da cui uscì sconfitto per 4 secondi, l’ex recordman di vittorie della Superbike segnò a sua volta il record sul giro a 123,61 mp/h. Forse questo confronto a distanza di 26 anni, rende quel numero, 135,452, ancora più incredibile. Il blues di Hicky è tutto sulle note alte.

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