FOTOGALLERY 8h Suzuka: dalla FZR750 alla R1 2018, le Yamaha di spicco alla 8 ore

Le Yamaha che hanno scritto memorabili pagine di storia alla 8 ore di Suzuka: dalla FZR750 protagonista con Kenny Roberts Sr nel 1985 alla R1 in trionfo nelle ultime tre edizioni.

Ha atteso ben 19 anni per tornare alla vittoria, ma adesso Yamaha sta segnando un’era. Alla 8 ore di Suzuka la casa dei Tre Diapason ha scritto memorabili pagine di storia pur annoverando, nelle 40 edizioni sin qui disputate, “soli” 7 successi. Sfidando Honda nel proprio circuito di casa nel 1985, con i gloriosi colori TECH21 e con l’eccezionale ritorno alle corse di Kenny Roberts Sr, iniziò una lunga storia culminata con le prime affermazioni sul finire degli anni ’80, schierando tra le proprie file piloti come Wayne Rainey Eddie Lawson e Tadahiko Taira.

Dal trionfo del 1996 con Noriyuki Haga e Colin Edwards, la casa di Iwata dovette attendere il ritorno in forma ufficiale con il Yamaha Factory Racing Team nel 2015 per inanellare una serie di tre vittorie consecutive con una R1 #21 diventata ben presto l’indiscusso riferimento sul tracciato dell’ottovolante.

Aspettando la 41esima edizione del 29 luglio prossimo dove la R1 ufficiale (ma anche dei team GMT94 e YART del FIM EWC) vestirà i colori celebrativi del 20esimo anniversario della R1, in questa fotogallery mostrate alcune delle Yamaha più distintive e di maggior successo nella storia della 8 ore di Suzuka…

LE 7 VITTORIE YAMAHA ALLA 8 ORE DI SUZUKA

1987: Shiseido TECH21 Yamaha (Yamaha YZF750) Martin Wimmer e Kevin Magee

1988: Team Lucky Strike Roberts (Yamaha YZF750) Wayne Rainey e Kevin Magee

1990: Shiseido TECH21 Yamaha (Yamaha YZF750) Eddie Lawson e Tadahiko Taira

1996: Yamaha Racing Team (Yamaha YZF750) Colin Edwards e Noriyuki Haga

2015: Yamaha Factory Racing Team (Yamaha YZF-R1) Katsuyuki Nakasuga, Pol Espargaro, Bradley Smith

2016: Yamaha Factory Racing Team (Yamaha YZF-R1) Katsuyuki Nakasuga, Pol Espargaro, Alex Lowes

2017: Yamaha Factory Racing Team (Yamaha YZF-R1) Katsuyuki Nakasuga, Alex Lowes, Michael van der Mark

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