FIM EWC: Metiss con l’originale MS18 a Le Mans ci sarà

Caratterizzata da una forcella non convenzionale (doppio triangolo), la Metiss prosegue l’impegno nell’Endurance con una nuova soluzione per la 24 ore di Le Mans 2019.

Nel Mondiale Endurance la vita per le cosiddette “Experimental” si fa sempre più dura. Vuoi per il livello cresciuto esponenzialmente nel corso delle ultime stagioni, vuoi per una regolamentazione dell’ex classe Open che limita (e di parecchio) la possibilità di schierare effettivi prototipi che possano creare qualche “fastidio” nell’assoluta. Nonostante queste difficoltà, senza dubbio è bello ritrovarci a 3 mesi dalla 24 ore di Le Mans del 20-21 aprile prossimi con la consapevolezza che l’originale Metiss ci sarà. Accolta inizialmente con scetticismo e con un pizzico di curiosità da parte degli addetti ai lavori, l’avveniristica moto caratterizzata da una forcella non convenzionale (doppio triangolo stile Formula 1 a geometria variabile) nel corso degli anni ha fatto man bassa di successo nella classe Open/Experimental tra la 24 Heures Moto di Le Mans ed il Bol d’Or, affermandosi come una presenza storica nelle maratone Endurance d’Oltralpe di fatto dal 2006 a questa parte.

RISULTATI PRESTIGIOSI – Oltre alle peculiarità tecniche che hanno fatto parlare di se, la Metiss sul campo si è guadagnato il rispetto delle avversarie. Avviato il progetto “Open” nel 2006 dopo l’esordio registratosi nel 2003 (schierando anche nel biennio 2004-2005 a Oschersleben il compianto Anthony Delhalle), la sperimentale moto transalpina ha messo a segno risultati di tutto rispetto: 7 volte nella top-10 assoluta al Bol d’Or (6° nel 2003 e 2004, 10° nel 2005, 8° nel2006, 7° nel 2010, 9° nel 2011 e 2014), 3 in 17 partecipazioni alla 24 ore di Le Mans (7° nel 2003, 8° nel 2005, 10° nel 2010). Performance che hanno persino incuriosito un genio della tecnica come Guy Coulon, presentatosi ai Pre-Test del Bol d’Or 2016 per seguire proprio al box Metiss l’evoluzione del progetto.

PROBLEMI DI BUDGET – Per la Metiss, tuttavia, non è stato tutto rose e fiori. Nel 2017, per problemi di budget, non doveva presentarsi al via della 24 ore di Le Mans. Fortunatamente, grazie all’intervento di alcuni sponsor locali, sono stati trovati 25.700 € per consentire il prosieguo di questa bella storia a 2 ruote, cambiando nel contempo livrea (dal distintivo rosso all’argento) e la denominazione sociale, oggi “Moto Expérimentale Team Innovation Sport Système”, le cui iniziali (una coincidenza… voluta) compongono proprio la parola Metiss.

PROGETTO AVVENIRISTICO – Con questa iniezione di fondi, Metiss può proseguire l’avventura nelle corse di durata con le prerogative iniziali. La nuova MS18 mantiene la forcella doppio triangolo (come in Formula 1) a geometria variabile brevettata da JBB, acronimo dell’ingegner Jean Bertrand Bruneau. La novità è che la forcella è ora imperniata in un motore portante (Suzuki GSX-R 1000 2017), il tutto per un peso complessivo di 10 kg superiore, ma una diminuzione della superficie frontale nell’ordine di 10 cm con vantaggi in termini di penetrazione aerodinamica, trazione e usura dello pneumatico anteriore. Lo sviluppo continuo dei tecnici Metiss ha inoltre prodotto ulteriori aggiornamenti per la nuova MS18: rimodellati serbatoio e radiatore, la possibilità di correre con gli pneumatici Dunlop misura 205 e, a partire dalla 24 ore del prossimo mese di aprile, con il doppio disco anteriore Brembo in luogo del consueto (per questa tipologia di moto) mono-disco. Una sfida che per la Metiss sembra d’altri tempi, alla “Davide contro Golia“: in fondo l’Endurance è anche questo…

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