ESCLUSIVO: Eugene Laverty “Cerco solo una moto vincente”

L’irlandese, 32 anni, è convinto di poter battere Jonathan Rea, che non l’ha voluto in Kawasaki. Ducati, cosa aspetti?

(Read this interview in English here) Il primo miracolo è stato uscire più o meno intero da un incidente che poteva avere conseguenze terribili. Le istantanee del  brutto incidente nella seconda gara di Buriram  sono sfocate:  l’Apriia che perde aderenza  Eugene che scivola sull’asfalto e viene investito da Jordi Torres, che niente poteva fare per evitare l’impatto. Operato per una lesione interna, Laverty ha passato qualche giorno in ospedale a Bangkok, amorevolmente accudito dall’inseparabile Pippa, poi è tornato a casa, camminando sulle sue gambe. Respiri di sollievo.

Il secondo miracolo deve ancora succedere: Eugene Laverty cerca una moto competitiva per giocarsi il Mondiale Superbike 2019. La permanenza dell’Aprilia in Superbike è ancora in dubbio, e davanti alle porte di Ducati e Honda c’è la fila. In Kawasaki è stato Jonathan Rea a non volerlo tra i piedi. Un diktat che la dice lunga: il Cannibale evidentemente considera Eugene uno dei (pochissimi) che possono batterlo.

Eugene, dopo l’incidente di Buriram, hai mai pensato di averne abbastanza di correre?

Non mi è mai passato per la testa,  perché sento di avere molto di più da offrire in questo sport. Amo il campionato mondiale Superbike e sono stato fortunato a godere di molti successi negli ultimi dieci anni. E ‘inevitabile che  un incidente possa accadere  lungo la strada di un pilota, ma ormai è il passato, mi sono lasciato dietro tutto. Adesso penso soltanto a come tornare sul gradino più alto del podio.”

Come giudichi la tua stagione 2018 fino ad ora?

“È stata una stagione impegnativa, ma sono orgoglioso di come sono tornato da un grave infortunio. Guardando indietro, sono davvero contento dei nostri risultati a Phillip Island e Buriram. Se non ci fosse stato l’infortunio, chissà.” 

Dopo  l’incidente  sei tornato più forte di prima: come hai fatto?

Nelle prime due gare eravamo già molto forti, ma sfortunatamente sia il pilota che il team hanno commesso errori che ci sono costati  molto caro in tute le gare di Phillip Island e Buriram.  Brno sapevo che il podio stava chiamando, purtroppo ci siamo solo arrivati vicino.. Mi aspettavo quasi il podio a Laguna Seca,  onestamente il podio di Misano mi ha sorpreso molto, perchè ero convinto che avremmo sofferto”.

Aprilia sembrava persa, come hai fatto a riportarla sul podio?

“Stranamente il più grande passo avanti è stato tornare indietro! Abbiamo usato un assetto posteriore più nello stile 2012-13 e  abbiamo trovato la soluzione ai nostri problemi di grip posteriore. È molto frustrante guardare indietro agli ultimi 18 mesi perché ogni volta abbiamo fatti passi avanti attingendo ai dati degli ultimi 5-6 anni.  Ho ripreso in mano l’Apilia nel novembre 2016, forse sarebbe stato meglio ripartire subito dagli assetti 2013…”

In quali are Kawasaki, Ducati e Yamaha sono  più competitive di RSV4?

“Il nostro problema  e frenata. Ogni fine settimana concentriamo il nostro lavoro sul miglioramento di quest’area. Kawasaki e Ducati sono in vantaggio, ma in certe occasioni Yamaha ormai è al loro livello, e può giocarsela. Quando giro da solo le cose vanno discretamente, ma in mezzo alla battaglia non mi è possibile frenate come gli avversari. Ecco perchè in qualifica spesso andiamo forte, o fortissimo, e in gara si soffre.”

Nel 2013, l’ultimo anno con Aprilia, vincesti 9 gare. Ne restano 8 da qui a fine campionato, pensi che sia possibile rompere il digiuno?

“Sì, credo che sia possibile. Il prossimo round a Portimao è un’ottima opportunità per noi di lottare per la vittoria. Adoro il circuito e anche l’Aprilia funziona bene lì.”

Se  Aprilia tornasse ad impegnarsi in forma ufficiale,  potrebbe tornare a dominare la Superbike come nel 2014?

“Aprilia RSV4 è ancora una moto fantastica e l’unica limitazione importante è nell’area di frenata. Con il regolamento degli anni precedenti Aprilia decelerava in maniera ottimale, quindi sappiamo benissimo dove sta il problema. Ma anche con le regole attuali, se Aprilia si impegnasse in forma diretta, io sono convintissimo che potremmo giocarci il titolo Mondiale.”

Nel 2013 vincesti più di Tom Sykes ma il Mondiale ti sfuggì. Perchè?

“Onestamente non ero un pilota completo allora. Ho ancora molti difetti ma adesso, quando guardo i miei dati dal 2013 sul computer, mi sembra di vedere guidare un principiante! Può sembrare strano perché nel 2013 ho conquistato gare e adesso solo due podi, ma è la verità.  Adesso sono un  pilota molto migliore ora ma non ho più una moto  vincente sotto il sedere.”

Nel 2019 quale moto vorresti guidare per sfidare Rea ogni volta?

“E’ chiaro che al momento Kawasaki ha il miglior pacchetto moto-squadra.”

Parliamo di mercato 2019: quali offerte hai?

“Dalla gara di Imola ho parlato con tutte le squadre ufficiali e la mia richiesta è stata molto semplice: datemi una moto vincente! Adesso molte porte si sono chiuse, ma qualcuna è sempre aperta, io continuerò ad impegnarmi per coronare il mio sogno: avere a disposizione una moto competitiva.”

Che idea ti sei fatti della Ducati V4?

“L’unica volta che l’ho vista in pista è stata al World Ducati Week a Misano (un’esibizione con moto stradali, ndr). In questo momento è molto difficile per me avere un’idea precisa.”

Se non trovassi un moto per la Superbike, c’è un piano B?

“Sono una persona molto tenace, non mollo così facilmente. Se non sarà nella condizione di lottare per il Mondiale, darò comunque il massimo di me stesso con qualunque pacchetto che avrò a disposizione. Il 2013 al momento è stata la mia migliore stagione, ma sono molto convinto che non resterà la migliore stagione della mia carriera.”

Dove stai passando le vacanze?

Trascorrerò qualche settimana in Irlanda con la mia famiglia prima del prossimo test a Portimao (24-25 agosto, ndr).

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  1. Katana05 - 2 settimane fa

    Se uno come Laverty resta a piedi la SBK merita di essere in crisi.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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