Epoca: Suzuki RG 500, il Mito nelle Corse 1974-1980

L’opera dell’imolese Massimo Cuffiani racconta una delle GP più affascinanti e vincenti mai viste in 500GP

Abbiamo incontrato a Imola – città in cui è nato e risiede – Massimo Cuffiani, che ha pubblicato un volume interamente dedicato alla Suzuki RG 500. L’autore, designer e graphic designer con un solido bagaglio di esperienza nel mondo moto (stage in Bimota, poi dal 1995 al 2000 nel gruppo Cagiva e successivamente in Italjet ed Engines Engineering), ha scritto un’opera davvero completa, frutto di quattro anni di ricerche.

PRESENTAZIONE – Il libro verrà presentato ufficialmente giovedì 22 alle 20.45 a Imola, presso la sede della Confartigianato; l’evento, che sarà condotto dai giornalisti Luigi Rivola, Dario Ballardini e Angelo Dal Pozzo vedrà la partecipazione dell’autore e di alcuni ospiti illustri: Virginio Ferrari, Marco Lucchinelli, Graziano Rossi, Franco Uncini, Roberto Gallina, Loris Reggiani, Leandro Becheroni e Gianni Rolando. Una vera e propria parata di campioni per quella che la locandina ufficiale presenta come la “Suzuki RG 500 NIGHT”: in esposizione statica ci saranno anche le RG 500 provenienti dalla collezione di Imola Classic Racing Team. La serata sarà un tributo a una delle più iconiche quattro cilindri due tempi di tutta la storia del motomondiale, che però – stranamente – non aveva mai avuto l’onore di una pubblicazione dedicata. Abbiamo intervistato Massimo per farci raccontare come mai abbia deciso di dare alle stampe un volume interamente riservato a questa protagonista delle corse: la moto che con Barry Sheene fece innamorare un’intera generazione. Scopriamo così che il simpatico designer romagnolo, rivolgendosi a tutti gli appassionati – e sono davvero tantissimi! – di questa Suzuki così speciale, ha voluto celebrarne il mito attraverso una scrupolosa ricerca. La monografia “Suzuki RG 500 – Il Mito nelle Corse 1974 – 1980” (Editore Massimo Cuffiani, 260 pg., 165 fotografie a colori, 46 fotografie in bianco e nero, 37 tavole illustrate dall’autore) è disponibile in preview e acquisto sul sito www.suzukirg500.it

Hai scritto, editato, pubblicato un libro dedicato a una delle più belle moto da corsa degli anni ’70, la Suzuki RG 500. Questo impegno ha richiesto quattro anni di lavoro e ricerca. Da cosa è nato il progetto?
«Seguo le competizioni motociclistiche dagli anni settanta. Sono di Imola e mio padre mi portava sempre alle 200 Miglia oppure al Motomondiale. Quindi negli anni la mia passione è cresciuta, così come la mia collezione di materiale sulle corse motociclistiche e in particolare sulla Suzuki e i suoi piloti. Alla fine avevo accumulato talmente tanto materiale che mi è balenata l’idea del libro. Determinante, però, è stato l’incontro con Francesco Merzari dell’Imola Classic Racing Team, che colleziona Suzuki RG 500. La sua cultura e disponibilità sono stati fondamentali per dare il via al mio progetto.»

Nella vita ti occupi di design e illustrazione. Possiamo dire che quel che ti ha colpito della Suzuki RG 500 è stata anche la sua bellezza come “stato dell’arte” della moto da corsa dei suoi tempi?

«Ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera di designer motociclistico prima in Bimota e poi in Cagiva negli anni novanta quando si respiravano ancora le competizioni e Ducati faceva parte del Gruppo. Cresci per forza con il culto della “bellezza” sia per l’estetica generale delle moto, sia per il singolo pezzo meccanico, bello per perfezione di esecuzione e per funzionalità.Per tornare alla Suzuki RG 500, la sua bellezza tecnica non può non colpirti. Per esempio il motore “quattro in quadrato”, soprattutto da una vista alta posteriore, è un vero capolavoro, infatti nel libro ho inserito una foto da questa vista per ogni moto della collezione Imola Classic. Poi i silenziatori…chi ha avuto a che fare con questi “mostri” a due tempi sa di cosa parlo.»

Hai avuto coraggio a dire:”mi sono accorto che sull’argomento la documentazione non era abbastanza completa. Quindi ho pensato di scrivermelo da solo.” Puoi raccontarci quali sono e dove hai trovato le fonti?

«Diciamo che mi aspettavo di trovare una monografia completa, ma come l’intendo io…cioè a livelli “paranoici”… con tutto il possibile. Ho comprato volumi molto interessanti che sono stati anche la mia fonte, come TEAM SUZUKI di Ray Battersby o RACERS VOLUME12 (purtroppo scritto in giapponese), molto completi e belli da sfogliare. Però volevo di più, cosi ho riletto anche tutti i volumi di LA MOTO dal 1975 al 1976, tutti i Motosprint fino al 1980, LEGEND BIKE, MOTO STORICHE D’EPOCA. Fondamentale la consultazione di internet, anche se pericolosa per le molte notizie incerte e discordanti. Infatti per concludere le ricerche, una grossa parte dei quattro anni l’ho dedicata a confermare o incrociare i vari dati raccolti. Importantissimo, alla fine, è stato parlare con chi c’era e chi le ha guidate. »

Hai collezionato numerose interviste a piloti e tecnici che hanno portato in gara – e vinto – con la RG 500. Alcune di queste sono preziose testimonianze di storia del motociclismo. Puoi anticipare qualcosa?

«Questa è stata la parte più emozionante e divertente. Ci tengo nuovamente a ringraziare queste persone, cioè i piloti Virginio Ferrari, Marco Lucchinelli, Graziano Rossi e Franco Uncini (rigorosamente in ordine alfabetico), Roberto Gallina e il capo meccanico di Uncini, Mario Ciamberlini. Questi piloti erano i miei “eroi” da piccolo, i “fantastici quattro” come li chiamavo. Non mi delusero da piccolo tifoso quando correvano e non mi hanno deluso ora da “vecchio” tifoso. Persone splendide e disponibilissime. Tanti odierni “quasi” campioni dovrebbero imparare da loro…Potrei anticipare che Lucchinelli e Rossi mi hanno raccontato di come testavano le moto nelle strade pubbliche, che Ferrari mi ha fornito notizie tecniche molto dettagliate sulle varie moto con cui ha corso, che Uncini ha rischiato di non sposarsi per una RG 500 e Ciamberlini per esempio si ricorda ancora come elaborava il motore delle RG 500…»

Hai curato molto l’immagine del libro, sviluppando anche un sito internet e una pagina Facebook. Un’operazione così completa, monografica, dedicata a tutte le varianti di una sola moto è una scommessa. Credi che l’interesse che hai registrato attorno alla Suzuki RG 500 derivi dal fatto che è stata una moto speciale, oppure che grandissimi piloti abbiano gareggiato con la quadricilindrica di Hamamatsu? 

«Partendo dal presupposto che scrivere libri non è il mio lavoro, questa “progetto” è stato portato avanti per mia soddisfazione e cultura personale, senza mai aver avuto in mente l’aspetto commerciale. L’ho presa comoda, il libro sarebbe stato pronto per la stampa solo quando l’avrei deciso io. Niente date da rispettare o editori da soddisfare. Qualcuno mi aveva avvertito che sarebbe stato troppo di nicchia e poco commerciale…non sarebbe stato un problema e non lo sarà, le miei soddisfazioni sinceramente me le sono già tolte. Questo interesse un po’ mi sorprende, come la vostra intervista! Secondo me l’interesse è stato creato da un insieme di cose, l’importanza sportiva della moto, la passione che certi campioni ancora riescono a trasmettere e, in questa nostra terra dei motori, la voglia di tornare a sognare le vecchie competizioni con il “profumo” del due tempi.Comunque, ormai che sono in gioco, sto curando anche la versione in lingua inglese: infatti penso che l’interesse per questa moto sia sicuramente maggiore nel mondo anglosassone e giapponese.»

Hai inserito nel volume, oltre a una serie pregevole di fotografie provenienti da un famoso archivio fotografico, anche delle tavole a colori illustrate da te. Hai pensato a un libro per collezionisti, oppure a un’opera che raccogliesse l’intera epopea sportiva della RG 500 ?

«Beh, essendo io un collezionista “seriale” (anche patologico), ho pensato anche agli “ammalati” come me, creando, citando le tue parole, un’opera per collezionisti, che raccogliesse l’intera epopea sportiva della RG 500. Su suggerimento di alcuni appassionati, inoltre, metterò in vendita in edizione limitata quattro disegni che rappresentano i quattro campioni nostrani e le loro moto più una stampa dedicata al grande Barry Sheene.»

Che impressione ti sei fatto sul rapporto tra Barry Sheene e la sua Suzuki Heron numero 7?

«Sheene è stato il mio primo campione, quindi forse la mia analisi potrebbe essere un po’ di parte.Lui era un mito e fu bravissimo a costruirlo ed alimentarlo. Diciamo che l’immagine di Sheene era talmente forte che forse offuscò in parte i meriti della moto. E sappiamo che ai giapponesi interessava più il campionato costruttori che quello piloti. La forza della Suzuki con la RG è stata quella di andare oltre alla leggenda del numero 7, vincendo con altri piloti e creando così altri campioni.»

Presenterai il libro a Imola con interventi di Dario Ballardini, Luigi Rivola e Angelo Dal Pozzo: presenzieranno tanti grandi campioni del passato che hanno fornito le preziose testimonianze inserite nel libro. Un riconoscimento alla qualità del tuo lavoro e un segnale di affetto per un motociclismo dal sapore irripetibile ?

«In effetti quando ho fatto graficamente la locandina dell’evento di presentazione del libro, ho pensato: non ci credo, non può essere vero. In questi anni ho lavorato anche per le corse ed ho conosciuto tante persone e tanti piloti, “quasi “ tutti bravissime persone, con la passione e il rispetto per gli altri. Penso di aver trasmesso questi valori a chi mi è stato attorno e quindi in qualche modo è stato premiato sia il lavoro fatto, ma anche la passione genuina che mi lega in maniera indissolubile a questo ambiente fantastico, che probabilmente non è più come ai tempi della RG 500. Prendi per esempio i giornalisti Ballardini, Rivola e Dal Pozzo: loro si illuminano a parlare di questo periodo del motociclismo sportivo ed è sempre un piacere starli ad ascoltare.
Per questo vorrei ringraziare tutti quanti mi hanno aiutato e supportato in questi quattro anni di “divertimento”.»

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