BSB: Suzuki si rafforza per vincere, filo-diretto con il Giappone

Buildbase Suzuki con Bradley Ray non scherza: all’assalto del BSB con l’interessamento della casa madre e maggiori risorse da Yoshimura.

Suzuki sul BSB ci punta eccome. Non è una sensazione, bensì una mera analisi dei fatti. Assente dal Mondiale Superbike, la casa di Hamamatsu sulla nuova GSX-R 1000 crede fortemente sin dal Day 1 mettendo insieme un interessante progetto per il Bennetts BSB. Dal (problematico) esordio del 2017 vissuto in crescendo con l’attuale tester MotoGP Sylvain Guintoli, oltremanica la Gixxer ha incrementato il proprio bottino di successi lo scorso anno grazie all’esplosione agonistica di Bradley Ray (e non solo). Complessivamente 3 vittorie, Brad Ray qualificatosi per lo Showdown (l’ultimo pilota Suzuki a riuscirci era stato Josh Brookes nel lontano 2013), ma questi risultati non bastano più.

SVILUPPO – Per condurre ai vertici del BSB la nuova GSX-R 1000, dal 2017 Suzuki ha deciso di affidarsi al team Hawk Racing, struttura diretta da Stuart Hicken tanto piccola, quanto ben attrezzata. Una tesi suffragata dal titolo sfiorato nel 2014 con una privatissima BMW affidata a Ryuichi Kiyonari, più altri exploit degni di nota registratisi nell’ultimo lustro. Oggi Buildbase Suzuki, Hawk Racing ha offerto esperienza e competenza al servizio della casa madre, non vivendo tuttavia un primo anno facile con la nuova moto. Come da prerogativa del modello di serie, la potentissima (la più potente Superbike del lotto, stando ai vari rumors) GSX-R 1000 R fatica a scaricare tutta la cavalleria a terra, elemento esasperato dalle prerogative regolamentari del British Superbike con centralina elettronica unica MoTeC senza ausili quali traction control e anti-wheelie. Uno sviluppo non facile, con il 2017 che ha visto in pista una GSX-R 1000 camaleontica: cambiati più volte (pare scartati dallo stesso Guintoli) forcelloni, serbatoi e aggiornamenti di vario genere e tipo, trovando la quadra soltanto in tracciati più “convenzionali” quali Assen e Silverstone.

YOSHIMURA – Il 2018 ha sancito un’inversione di tendenza nel progetto. Pronti-via, Bradley Ray ha messo a segno una storica doppietta a Donington Park ritrovandosi a tratti in testa al campionato. Il nuovo baby-prodigio del motociclismo britannico si è messo in mostra con altri risultati degni di nota, sprofondando tuttavia in alcune (pesanti) battute d’arresto con errori dovuti certamente alla sua foga di arrivare, ma alle volte per compensare alle mancanze del mezzo. “Non so perché, ma non ho più fiducia in sella: non sento più la moto“, disse il 21enne di Ashford prima di ritrovare il feeling che cercava a Cadwell Park, favorito da una produttiva sessione di test pre-evento. Alti e bassi che non hanno inficiato nel bottino finale di risultati sicuramente in attivo, impreziositi dalla sorprendente vittoria di Richard Cooper (destinato al ritorno nella Superstock 1000) in Gara 3 a Brands Hatch e da un rinnovato supporto della casa madre. Per il 2019 la sinergia tecnico-sportiva con Yoshimura sarà ulteriormente rafforzata con un travaso di esperienze, competenze e sviluppi sincerato di recente a Cartagena, teatro di un positivo test con Brad Ray in sella.

RAY PUNTA DI DIAMANTE – Proprio intorno a “Telespalla” sembra esser stato definito questo progetto. Brad Ray alla casa madre piace e non poco, tanto da promuoverlo titolare con Yoshimura alla 8 ore di Suzuka (dove non ha tradito le attese), richiamandolo lo scorso mese di novembre per la conclusiva tappa dell’All Japan dove, nelle prove, tanto per gradire è stato più veloce dei titolari Takuya Tsuda e Kazuki Watanabe. Una wild card dove Ray ai box è stato seguito anche da tecnici Buildbase Suzuki del BSB, segno che ormai il canale preferenziale nello sviluppo della nuova GSX-R 1000 sull’asse UK-Japan è ben avviato…

Foto: la Suzuki GSX-R 1000 di Bradley Ray in versione Winter Test 2019

 

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