BSB: Bradley Ray fenomeno, Milky Bar are on me

Bradley Ray, 20enne della Suzuki, ha centrato una storica doppietta nel round d’apertura nel gelo di Donington. Che talento!

Harry Potter cyberpunk. Con quel dilatatore all’orecchio e gli occhialoni, Bradley Ray sembra uno scherzo nato dalla penna di un romanziere, piuttosto che un pilota da corsa. Invece va forte e vince pure. Anzi, di più: si toglie pure lo sfizio di sconfiggere i mostri sacri della categoria. Il mago contro i senatori del BSB.

SUZUKI TOP – Aggiungiamo noi: quella Suzuki che  snobba il Mondiale Superbike, si prende la rivincita a Donington, senza sconti per nessuno. Qualcuno potrebbe pure pensare che se in gara 1 ci fosse stato un altro giro l’esperto Shane Byrne avrebbe fatto un sol boccone del giovanotto terribile, ma il fatto certo è che all’ultimo passaggio Ray ha rintuzzato alla grande la rimonta del portacolori Be Wiser Ducati. Così è finita che “Young Gun” – secondo la definizione della stampa inglese – ha vinto Gara 1 segnando una piccola impresa, proprio nel giorno in cui Haslam e soci steccavano di brutto. Nella seconda sfida poche discussioni: sull’asfalto umido, freddo e infido è scappato subito via. Un dominio. C’è dell’ironia in questo inglese di 20 vent’anni (ancora per poco), che all’arrivo della prima prova del BSB dichiara semplicemente: «unbelievable». L’incredibile, per noi, è invece la grinta dimostrata in pista.All’ultimo giro prende un’imbarcata che consiglierebbe a chiunque di accontentarsi: invece no, si ributta in carena, chiude la porta e se la gioca fino in fondo.

MILKY BAR KID – Altroché “Milky Bar Kid” – il suo nickname ufficiale -, questo pare Billy the Kid il fuorilegge. Nè inganna il logo col piccolo sceriffo biondo e occhialuto sul sito ufficiale, ripreso da una vecchia pubblicità anni ’80: il tempo dei soprannomi, così come quello degli scherzi è finito, perché è giunta l’attesa “maturità”; a confermarlo ci ha pensato Stuart Hicken, boss del Team Buildbase Suzuki, meravigliandosi di come il ragazzo sia riuscito a conservare la lucidità necessaria fino alla fine «ha mostrato molta maturità in questo frangente, tanto da guidare la gara a lungo, io ero molto nervoso – a dire poco -, ma adesso sono al settimo cielo per il ragazzo: è un talento enorme e contiamo di spianargli la strada. Pensiamo che possa vincere il campionato: questo è ciò per cui siamo qui. Siamo la più vecchia squadra del paddock e non abbiamo ancora vinto il BSB, ma ci stiamo avvicinando a trionfare. Se accadesse quest’anno sarebbe piuttosto bello».

E’ IL FAVORITO? – Capito il messaggio? Il ragazzo è diventato grande. Con splendida sintesi, tutta british, si descrive così: «work hard, play hard». Lavora sodo, scendi in pista tosto. Gli avversari sono avvisati, c’è un nuovo “piccolo” sceriffo in città.

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Foto credit: BritishSuperbike.com

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