Formula 1: l’era dei motori ibridi potrebbe chiudersi nel 2030

Formula 1
giovedì, 16 maggio 2024 alle 16:29
domenicali
Il 2026 sarà un anno importantissimo per la Formula 1, per l'introduzione di nuovi regolamenti che segnano una netta rottura con il presente. Il CEO della Formula 1 Claudio Domenicali però, guarda già più in là, ossia, al 2030, stagione che potrebbe rivoluzionare non poco il massimo campionato automobilistico . Domenicale ha parlato infatti della possibilità di abbandonare i motori ibridi di oggi, per ritornare ai motori 100% termici. Queste parole stanno già suscitando tantissimo fermento, tra chi vorrebbe un ritorno ai vecchi motori e chi lo vede come una sconfitta. L’eliminazione dell' ibrido potrebbe suonare come un campanello d’allarme per tantissime case automobilistiche. Ma potrebbe aprire ad un futuro completamente nuovo anche per la mobilità urbana.

La Formula 1 deve seguire una strada ben precisa

Nella storia della Formula 1 molte volte è stato preponderante l'aspetto tecnico, lasciando agli ingegneri campo libero anche nell’innovazione. Questa volta Liberty Media e chi investe nel campionato vogliono andare incontro ai piloti. Molti si chiederanno, cosa c’entra il ritorno ai motori endotermici con i piloti? I piloti hanno chiesto una forte diminuzione del peso delle vetture, per cercare di effettuare con più facilità i sorpassi. Ora, il peso delle monoposto è molto alto, un fatto dovuto anche alle batterie necessarie per alimentare l'unità motrice elettrica. Questo per i piloti è un danno, in quanto molte volte, sono costretti a stare dietro alle macchine davanti che anche se più lente poiché non si ha possibilità di superare.
Il campionato cerca quindi delle soluzioni al momento guardano solo la parte motoristica. La domanda che molte persone più vicine all’ambiente si possono fare è: "ma allora la Formula 1 sta per abbandonare la sua politica alla sostenibilità?”. Al contrario ci sta spostando su una soluzione ancora più ecologica. Domenicali ha parlato di carburanti bio al 100%, che dal 2030 dovrebbero essere sul mercato. Le grandi compagnie petrolifere utilizzano già biocarburanti, cioè con una percentuale ricavata da vegetali, e la speranza è di arrivare entro quella data al 100% di questa componente, rinunciando a materiali fossili. La MotoGP anche ha aperto a questa soluzione, con l'obbligo di utilizzo di 40% di componente vegetale. Quindi la visione di una Formula 1 ecologica continua, ma vuole trovare una soluzione che accontenti tutti: dai piloti ai tifosi.

La grande fuga dall'ibrido

I motori ibridi sono ad un punto di svolta, nel senso che rischiano di scomparire dal motorsport. La FIA ha già annunciato che dal 2025 il mondiale Rally non utilizzerà tali propulsori per via dei suoi costi eccessivi. Quella dei costi è una matrice importante per un ritorno ai propulsori termici, soprattutto ora, che i costi per le scuderie sono aumentati sensibilmente. Anche WEC utilizza motori ibridi, ma attenzione, perché anche qui si sta aprendo alla possibilità dei biocarburanti. Il mondiale endurance ha la sua massima categoria che è completamente ibrida ed ha aperto a diverse marche automobilistiche, ma c’è chi inizia a farsi due domande pure in questa serie.
La Formula 1 sta seguendo da vicino anche lo svilupparsi della questione motori che deriva dagli altri campionati a quattro ruote. Un’inversione di marcia o comunque un percorso diverso, sembra quello che sta facendo in questo momento la Indycar. La serie statunitense, in realtà, da luglio adotterà la soluzione ibrida dopo aver penato non poco per la sua introduzione, che è slittata sempre di più. Ora il campionato a stelle e strisce è pronto a salutare i motori termici dopo la 500Miglia di Indianapolis e solo dopo alcune stagioni si potranno effettivamente fare delle analisi.  

La Formula 1 guarda al futuro ripartendo dal passato

Queste sono solo ipotesi che il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali ha avanzato. Il primo passo sarà il 2026 e vedremo quello che accadrà in vista del 2030. Un ritorno ai motori endotermici non può che essere visto di buon occhio dall’intero mondo degli appassionati. Noi siamo cresciuti ascoltando il rombo dei motori, che è la prima cosa che ci ha fatto amare questo ambiente. Quindi, è inevitabile che un ritorno a tali propulsori ci piacerebbe non poco. I biocarburanti potrebbero tornare utili anche alla mobilità urbana, per un motivo di vantaggio di costi rispetto all'elettrico e all'ibrido. Quello che riserverà il futuro non lo sappiamo, quello che sappiamo, è che il nostro amato campionato per guardare al futuro, potrebbe regalarci una dolce sorpresa.
FOTO: social Formula 1

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